FANO - La vicenda del Lisippo sta scoperchiando un pentolone vecchio di decenni e colmo di veleni, misfatti e mediazioni internazionali clandestine di beni artistici. Tanto che nei giorni scorsi persino il quotidiano francese Le Monde, venuto a conoscenza di piccanti particolari contenuti nelle lettere fra Marion True, la ex curatrice delle acquisizioni archeologiche del Getty Musuem, e mercanti d'arte e tombaroli italiani, ha pubblicato un'inchiesta che sosterrebbe un'accusa gravissima, cioè che dagli anni '80 uno dei perni sui quali ruotava il traffico clandestino tra l'Italia e il resto del mondo potrebbe essere stato proprio il Getty con l'obiettivo di implementare le acquisizioni. La delicata questione analizzata da Le Monde e ripresa proprio ieri sulle pagine nazionali del Corriere della Sera ha posto sotto i riflettori internazionali anche la vicenda del Lisippo o Atleta di Fano, ripescato al largo delle nostre coste nel lontano 1964, alienato in maniera rocambolesca ad antiquari di Gubbio da dove, poi, ha preso la via dell'estero fino a raggiungere il Getty Museum di Malibù. Attualmente il valore stimato della statua è di almeno 3 milioni di euro. «L'inchiesta pubblicata da Le Monde rafforza le speranze di riavere in Italia la statua ed è un'ulteriore prova della debolezza del Getty» dice Giancarlo D'Anna, il consigliere regionale di An che, nel settembre scorso, di ritorno da un viaggio a Malibù, ha intrapreso una "crociata" per riportare il Lisippo nel nostro paese, e in particolare a Fano. Dal novembre scorso, presso la sesta sezione penale di Roma, si sta celebrando il processo che vede Marion True imputata per associazione a delinquere e ricettazione di beni italiani esportati clandestinamente. Lungo l'elenco di opere e reperti, almeno una quarantina, in lista d'attesa per rientrare in Italia e per i quali sono in corso intense relazioni fra il Ministero dei beni culturali e il nuovo direttore del Getty Michael Brand. Proprio nei giorni scorsi Brand ha incontrato funzionari del ministero italiano per affrontare la questione dei reperti usciti illegalmente dall'Italia. Il suo portavoce, Ron Hartwig, ha manifestato ai rappresentanti del ministero l'intenzione di "cominciare a cooperare per individuare una soluzione che soddisfi entrambe le parti". Di fronte alla dubbia provenienza di alcuni importanti pezzi esposti al Getty potrebbe farsi largo l'eventualità di prestiti a lungo termine per reperti concordati, il tutto naturalmente in piena regola, come accaduto recentemente con il "Satiro danzante" di Mazara del Vallo esposto per diversi mesi a Tokyo all'Expo di Aichi. Nel frattempo, dal 28 gennaio scorso, il Lisippo è nuovamente in mostra all'interno del rinnovato museo Getty. Ma per quanto ancora?
Lisippo, dall'inchiesta di "Le Monde" nuove pesanti accuse al Getty Museum
La vicenda del Lisippo sta scoperchiando un pentolone di veleni e misfatti. Le lettere tra Marion True, la curatrice del Getty, e mercanti d'arte e tombaroli italiani rivelano un traffico clandestino di beni artistici. Il Getty potrebbe essere stato coinvolto nel traffico. L'inchiesta pubblicata da Le Monde rafforza le speranze di riavere la statua in Italia. Il processo contro Marion True sta per iniziare e il direttore del Getty, Michael Brand, ha incontrato funzionari del ministero italiano per affrontare la questione dei reperti usciti illegalmente dall'Italia. È possibile che il Getty prestiti reperti a lungo termine in piena regola.
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