BERLINO Costa troppo risarcire agli ebrei le opere d'arte firmate Gustav Klimt e rubate loro dai nazisti, anche se risarcendole le si potrebbe tenere nei musei di Vienna. Meglio restituire il maltolto con mezzo secolo di ritardo, e invitare gli eredi a metterlo all'asta. Così ha deciso ieri il governo austriaco, chiudendo in modo contestato una disputa che si trascinava da anni con gli ultimi sopravvissuti della famiglia di Ferdinand Bloch, un imprenditore ebreo perseguitato ed espropriato dal Terzo Reich. Invano i direttori dei musei austriaci parlano di «perdita enorme, incolmabile» per il patrimonio artistico nazionale: «La Repubblica austriaca non ha quei 300 milioni di dollari richiesti dagli eredi per rivendere quelle opere, non può e non vuole pagare», ha detto ieri il cancelliere Wolfgang Schuessel.