La denuncia del sindaco di Tivoli: "Fontane senz'acqua. A rischio uno dei simboli d'Italia". Rodano: "Danno immediato" Determinanti gli ultimi tagli decisi dal ministro Buttiglione RISCHIO chiusura perle fontane di Villa D'Este. Un rischio molto concreto dopo che il ministero dei Beni Culturali ha deciso di tagliare i 240 mila euro all'anno per la gestione del depuratore dell'acqua delle fontane. E il taglio del 26 gennaio ha stralciato altri due milioni pergii interventi di riqualificazione di Villa D'Este. Il sindaco di Tivoli, Marco Vincenzi, è sintetico: «E una follia». «II taglio per il depuratore l'abbiamo scoperto per caso due settimane fa» racconta «Sul sito Internet del ministero quei soldi sono spariti. Nessuno ce l'ha comunicato. Ho subito scritto al ministro Buttiglione, ma non mi ha risposto». Le fontane sono alimentate con l'acqua dell'Aniene, che va depurata a norma di legge perché i visitatori possono venirne a contano. Il depuratore è stato realizzato nel 2000 a spese della regione Lazio, che ne ha dato la gestione a Villa D'Este. «Senza il depuratore le fontane devono essere chiuse. E chiuse le fontane, Villa d'Este è finita. Il ministero per risparmiare 250 mila euro perde tra i cinque e i sei milioni all'anno. Perché a Villa d'Este vengono ogni anno 6-700 mila visitatori, che pagano un biglietto i cui introiti finiscono al ministero, non certo al comune di Tivoli o a Villa d'Este».Una perdita, aggiunge il sindaco, «non solo economica ma anche culturale, perché Villa D'Este è un sito salvaguardato dall'Unesco, noto in tutto il mondo». L'assessore regionale alla Cultura Giulia Rodano, in attesa della convocazione del ministro, nota: «Buttiglione ha sostenuto che i tagli del ministero non hanno effetti immediati, qui invece c'è un danno immediato, che oltre a comportare una mancanza di introiti diretti al ministero mette anche a rischio la possibilità per Tivoli e per tutta l'area di godere degli effetti positivi del turismo culturale».