Vittorio Sgarbi: ci sveniamo per acquistare orrori di finti artisti e ci siamo lasciati soffiare un quadro di Turner unico al mondo SCANDALO Una nuova "leggerezza", o incompetenza, nella gestione dei nostri beni artistici ha fatto perdere all'Italia un quadro di J.M.W. Turner del valore di oltre 15 milioni di dollari. Vittorio Sgarbi denuncia l'errore e apre la polemica sulla politica di acquisizioni artistiche messa in atto dal ministero della Cultura, che ha di recente pagato 1,5 milioni di euro l'opera di due discussi artisti inglesi contemporanei, ma non ha mosso un dito per aggiudicarsi la tela di Turner. tra i più celebrati paesaggisti della storia. Libero ha incontrato il critico che ha spiegato la vicenda del "Turner fuggiasco". Andreste in viaggio sino a Londra, a Parigi o in America per ammirare un quadro che avreste potuto vedere a Roma, a Firenze o... a Bergamo? Grazie all'ultima "distrazione" del Ministero dei Beni Culturali, un capolavoro dell'arte di tutti i tempi è partito per un viaggio senza ritorno verso gli Stati Uniti. Non è il primo, forse non sarà l'ultimo, ma vale la pena parlarne. Anche perché ad accendere la miccia è Sgarbi, che come spesso accade ha la vista più lunga di quella dei funzionari che si dovrebbero occupare di valorizzare e tutelare il nostro patrimonio artistico. Professor Sgarbi, cos'è successo? «È successo che un magnifico quadro di J.M.W. Turner, il famosissimo paesaggista inglese, ha preso il volo verso la Casa d'aste Christie's di New York, dove il 6 di aprile sarà battuto per una cifra che si aggira intorno ai 15 milioni di dollari (ma potrebbe tranquillamente arrivare ai 30). Fin qui niente di strano, se non fosse che fino a pochi giorni fa il grande olio del 1840-41 raffigurante "La Giudecca, la Salute e San Giorgio" si trovava in Italia, in una collezione privata bergamasca. Quando i proprietari del quadro, in regime di temporanea importazione nel nostro Paese, hanno deciso di venderlo, hanno dovuto chiedere il permesso di esportazione al Ministero. E l'hanno, assurdamente, ottenuto». Come avrebbe dovuto comportarsi il Ministero? «La mossa più sensata sarebbe stata bloccare l'esportazione del quadro e avviare le trattative per l'acquisto dell'opera da parte dello Stato, che se la sarebbe potuta aggiudicare per una cifra molto inferiore a quella che raggiungerà in asta. Invece, dimostrando ancora una volta l'assoluta cecità con cui vengono amministrati i nostri beni artistici, un funzionario incapace ha messo la sua bella firma sotto alla richiesta, privando per sempre l'Italia di un capolavoro assoluto, dipinto tra l'altro da Turner durante uno dei suoi soggiorni veneziani e considerato tra i suoi dipinti più importanti. Non è Giotto, non è Cimabue, ma è un quadro "italiano" e come tale andava considerato. Tra l'altro, si tratta di un'opera a suo modo anche molto "'redditizia", capace di attirare folle di visitatori, tant'è che il Louvre e il Getty Museum di Los Angeles si sono già detti interessati all'acquisto. Lo scandalo è ancora più clamoroso se pensiamo che, nello stesso momento, lo Stato italiano buttava via una cifra gigantesca per entrare in possesso di opere assolutamente minori per un altro suo museo: tre carboncini di Gilbert George per il Maxxi di Roma, il museo che non c'è, e che però sta già spendendo 5 milioni di euro l'anno per ampliare le sue collezioni». Quanto ha sborsato l'Italia per aggiudicarsi l'opera di Gilbert George? «Un milione e mezzo di euro. Che, se vogliamo guardare, potevano almeno essere usati per incentivare gli artisti italiani, invece del "solito" duo inglese. Come sempre, siamo gli esterofili più cretini del mondo. Ci sveniamo per acquistare certi orrori di finti artisti che vanno di moda, e ci lasciamo soffiare sotto il naso un quadro tra i più belli visti in Italia negli ultimi anni». Ma è così semplice per il Ministero bloccare l'esportazione di un'opera appartenente a collezionisti privati? «Certo. Guardi, i funzionari non esitano un istante a bloccare tele di pittori sconosciuti o modesti, come è successo di recente persino con Enea Salmeggia detto il Talpino, mediocre artista bergamasco. Nel caso del dipinto di Turner sarebbe bastata un po' di competenza per accorgersi di ciò che si stava facendo. Qui o si tratta di ignoranza o di corruzione, non c'è alternativa». Si infiamma, Sgarbi, mentre sul sito Christies.com la tela di Turner già compare tra i grandi protagonisti delle prossime tornate d'asta. Ironia della sorte, sarà proprio Turner il grande protagonista della prossima stagione artistica italiana: il pittore inglese vissuto a cavallo tra Sette e Ottocento, tanto innamorato dell'Italia da dedicare al nostro Paese lunghi cicli pittorici e grafici, sarà infatti al centro della mostra-evento dell'autunno bresciano, al Museo di Santa Giulia a partire dal 28 ottobre 2006. Un maestro difficile anche da ottenere in prestito, Turner, vista l'estrema fragilità di alcuni dei suoi pezzi più celebri, tra cui i tramonti marini infuocati con cui ha scavalcato il vedutismo romantico per un paesaggismo quasi astratto, progenitore di tanta arte moderna e contemporanea. Artista-prodigio, il più giovane pittore della storia ad essere ammesso alla Royal Academy di Londra con i suoi 27 anni, Joseph Mallord William Turner (1775-1851) è stato soprattutto un grandissimo acquarellista e disegnatore. La "tela dello scandalo" è infatti preziosa quanto rara: anche perché durante i suoi tre soggiorni veneziani (1819,1828 e 1840) Turner dipinse più di centocinquanta vedute ad acquarello della città lagunare, ma solo tre olii.