Ci vuole faccia tosta - da parte di Emiliano, Vendola e Godelli -per scaricare sul Governo le responsabilità della revoca del finanziamento al progetto di completamento della ricostruzione del Petruzzelli. Progetto che pure era costato tanta fatica, a partire dalla ricerca difficilissima, perseguita proprio dal Governo, con la famiglia proprietaria. Un progetto che i primi hanno boicottato in tutti i modi, inventando pretesti (i soldi non bastano, l'acustica non è buona...), attivando espedienti (un'inconcludente, e onerosa, commissione) e omettendo, a differenza della Provincia, atti di loro competenza (il versamento delle quote-parte di finanziamento), purché esso fosse comunque bloccato. Hanno pure reiteratamente svillaneggiato il Governo (ad esempio, con il plateale abbandono da parte del sindaco della cerimonia di inaugurazione del foyer, che Maddalena Tulantj stigmatizzò in un sacrosanto editoriale) e osteggiato il lavoro della Fondazione, fino alle dimissioni di Angiola Filipponio. Né è questo il solo boicottaggio ai danni di Bari. Prima c'era stata la «non decisione» su Marisabella, che poi era un modo subdolo per decidere «No»; e (a distanza di due anni) Emiliano ci fa sapere di non sapere ancora cosa pensare della «Cittadella della Giustizia». Il prossimo appuntamento è la perdita dei fondi per il nodo ferroviario: i primi rilievi tecnici pare stiano confermando la sostanziale impraticabilità di un interramento i cui tempi e costi sarebbero peraltro sterminati); sulla cui utopia si è rinunciato ad un progetto realistico e in fase di piena attuazione, che avrebbe consentito al nostro «fiume di ferro» di divenire una risorsa per la città, agevolando anche la sua mobilità interna. E ci possiamo anche mettere l'abbandono di Torre Quetta. Insomma, Bari è stata colpita da questa Amministrazione, oggi all'uopo ampiamente spalleggiata da una Giunta regionale a trazione sempre più estremistica. Sembra quasi che si voglia punire questa città.