Salvare gli organi antichi e tutelare l'arte organaria, che rappresentano «un settore del nostro patrimonio culturale, artistico e musicale che si colloca tra i segmenti più radicati nella storia civile e religiosa della comunità italiana, mantenendo tuttora una funzione vìva in diverse aree del Paese». È l'obiettivo di una proposta di legge presentata dal deputato della Margherita Lino Duilio e sottoscritta da altri esponenti del suo gruppo e anche da rappresentanti della Casa delle libertà, all'esame della commissione Cultura della Camera. Il provvedimento mira a colmare un vuoto legislativo in materia e a porre rimedio alla «aleatorietà delle provvidenze finanziarie», per evitare cosi manomissione» venga depauperato questo «patrimonio culturale di notevole valore». Il testo propone l'istituzione presso il ministero dei Beni Culturali di una commissione permanente per la tutela del patrimonio organario antico, chiamata a definire e a censire gli organi antichi che hanno valore artistico esistenti sul territorio nazionale e a vigilare sui restauri. La legge prevede poi un rimborso fino al 20 per cento delle spese sostenute dai proprietari per il recupero degli organi. Viene infine riconosciuto un ruolo di rappresentanza di fronte all'amministrazione pubblica alle associazioni degli organari legalmente costituite. «L'organo - spiega il relatore della proposta di legge Andrea Colasio - entrò stabilmente nelle chiese verso la fine del nono secolo. Nello stesso tempo si diffuse nei monasteri, dove conobbe un graduale perfezionamento tecnico, sino a raggiungere l'attuale conformazione "moderna" attorno all'anno mille. Nel contempo l'organo acquisì nuovi significati che ne innalzarono lo status, in rapporto ad altri strumenti musicali, sicché all'interno dell'universo simbolico religioso venne a porsi in posizione di assoluto rilievo». In Italia, prosegue Colasio, «l'arte organaria raggiunse il suo culmine artistico tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo, quando la presenza di un organo di grande pregio architettonico e fonico era motivo di orgoglio per l'intera cittadinanza». «Tra il 1880 e il 1920 la grande tradizione organaria fu ripudiata e vennero introdotte tecniche costruttive non più basate su collaudati criteri artistici e artigianali, ma sulla fabbricazione seriale dì tipo industriale. Tali tecniche incisero negativamente sul restauro degli organi». «Va anche sottolineato -conclude Colasio- il ruolo svolto dalle associazioni e dal nostro artigianato artistico per la crescita di una corretta cultura del restauro».
Una legge per salvare gli antichi organi
Un deputato della Margherita ha presentato una proposta di legge per salvare gli organi antichi e tutelare l'arte organaria. Il provvedimento mira a colmare un vuoto legislativo e a porre rimedio alla aleatorietà delle provvidenze finanziarie. La legge propone l'istituzione di una commissione permanente per la tutela del patrimonio organario antico e prevede un rimborso fino al 20 per cento delle spese sostenute dai proprietari per il recupero degli organi. La legge riconosce anche un ruolo di rappresentanza di fronte all'amministrazione pubblica alle associazioni degli organari legalmente costituite.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo