In merito all'articolo pubblicato dall'Unità il giorno 13 gennaio a firma Sandra Amurri e dal titolo «An, Forza Italia e quell'affare chiamato «Quadrilatero » si precisa quanto segue: per ciò che attiene il finanziamento delle opere stradali, contrariamente a quanto scritto nell'articolo, non è previsto il finanziamento da parte di nessun comune. In nessuna ipotesi di intesa o di accordo viene richiesto ai Comuni di pagare contributi se le strutture produttive non si realizzeranno.Nel progetto economico la parte di risorse da reperirsi sul territorio è pari al 18 del totale e non al 37; ossia trattasi di circa 390 milioni su 2.157. È falso che la Quadrilatero abbia chiesto di finanziare i 390 milioni a Banca Marche. Non risponde al vero nè che «i territori di Marche-Umbria si debbano accollare debiti certi per opere che vedremo realizzate tra cinquant'anni o mai». Nella Conferenza di servizi - chi contesta la legittimità della convocazione mostra di non conoscere le leggi vigenti che consentono alla Quadrilatero di indire tale conferenza - non si delegheranno alla Quadrilatero i poteri espropriativi delle aree per il PAV. Abbiamo in quasi tre anni speso per la creazione della Società, comprese le consulenze alcune delle quali relative alla nascita della Società, circa 1 milione e 800 mila euro. Con riferimento alle consulenze professionali esterne fornite alla Società Quadrilatero Marche-Umbria S.p.A. nel 2004 si specifica quanto segue. Si tratta di attività svoltesi nell'arco 20012005. Relativamente alle insinuazioni di assunzioni «facili», Quadrilatero precisa che in organico ha due risorse, tutte le altre (n. 10) distaccate dalle società di appartenenza Anas e Sviluppo Italia, sono in prestito a Quadrilatero. Per quanto attiene l'incarico affidato al Dr.Mangini, lo stesso si è esaurito al 31102005 in quanto si trattava di un incarico specifico finalizzato alla risoluzione di una serie di complesse problematiche connesse alla redazione del primo Bilancio societario Quadrilatero. Infine per ciò che attiene al Direttore Generale, è da sottolineare che l'Arch. Romozzi è colui che nel 2000 ebbe l'idea del progetto e che per due anni ha creduto in questa idea, lavorando per farlo conoscere, apprezzare e per realizzarlo. È normale quindi che nel 2003, al momento della costituzione della Società, i Soci abbiano pensato a lui come responsabile operativo in grado di risolvere in breve tempo l'enorme difficoltà che un progetto pilota reca in se, sia in termini economicima soprattutto giuridico-normativi. Il Presidente Cav. Ing. Gennaro Pieralisi Mi rammarico se nell'esposizione dei fatti posso essere incorsa in alcune imprecisioni di ordine tecnico-giuridico-finanziario, ma ritengo di aver dato ai lettori un quadro sufficientemente chiaro, pur nella complessità del progetto, rilevata in dichiarazioni pubbliche da molti tecnici, amministratori comunali, regionali, parlamentari, docenti universitari, che nel tempo hanno assunto posizioni fortemente contrarie. Nessuno dei fatti attinenti a persone e societàmenzionate dai miei articoli sono stati smentiti dalla Sua nota che, invece, ne conferma diversi. Riguardo alla presunta attività di controllo svolta dalla Corte dei Conti sulla Quadrilatero spa, dalla lettura degli atti da Ella citati emerge chiaramente che ad essere sottoposta a controllo della Corte dei Conti è l'ANAS spa, mentre le società a cui essa partecipa sono sottoposte ad un sommario controllo soltanto quando ci siano accadimenti o omissioni che hanno incidenza sulla gestione finanziaria dell'Anas. Non risulta, infatti, a chi scrive, che degli organi di controllo della Quadrilatero, come da Lei affermato in più occasioni pubbliche, faccia parte, a qualsiasi titolo, un magistrato della Corte dei Conti, o che gli atti della Quadrilatero spa vengano inviati alla Corte dei Conti per un controllo successivo di gestione come, invece, avviene per gli atti dell'Anas. Esattamente come dichiarato a l'Unità dal Presidente dell'AnasVincenzo Pozzi: «...la Quadrilatero ha gestione autonoma e poteri propri e non è soggetta al controllo della Corte dei Conti». La ringrazio per aver confermato, quanto dame scritto, che «laQuadrilatero ha affidato l'incarico all'avv Mangini a cui l'Anas ha interrotto la consulenza dopo molte interpellanze diessine in quanto arrestato per turbativa d'asta aggravata nell'ambito di una gara d'appalto per il rifacimento di un galleria in prov di Varese (pena patteggiata )» affermando che «l'incarico del Dr. Mangini si è esaurito il 31102005». Non ho mai scritto: assunzioni «facili», bensì «assunzioni fatte dall'Anas e "distratte" alla Quadrilatero» esattamente come Lei conferma, e tra queste il figlio di Costantini, (coordinatore dei sistemi informativi Anas e Amministratore delegato della Quadrilatero) e della figlia di Piciarelli direttore centrale amministrazione dell'Anas...». Così come La ringrazio per aver confermato che l'Arch Romozzi contribuiva alla nascita della Quadrilatero dal 2000 mentre era amministratore unico della EOS, (carica da cui si è dimesso 5 giorni prima che la stessa società si aggiudicasse la gara e 15 giorni prima che diventasse Direttore Generale della Quadrilatero) che realizzava progetti e partecipava alla gara, per l'assegnazione dei servizi di supporto alla progettazione del Maxilotto 1, gara vinta, per un importo di 5 miliardi e 500 milioni delle vecchie lire. E mentre era consulente di Baldassarri. A proposito delle spese per le consulenze e per le collaborazioni (circa 7 miliardi delle vecchie lire), mi limito a rispondere che il dato è stato rilevato dal bilancio 2004 della Quadrilatero che presiede. Infinemi «consenta »: essere stata inserita tra coloro che «non conoscono le leggi vigenti» assieme ai legali delle Regioni Marche e Umbria, che hanno ritenuto illegittima la convocazione della Conferenza dei Servizi, come dame anticipato, mi ha procurato una certa soddisfazione . Distinti saluti Sandra Amurri
Il caso Quadrilatero ossia le due superstrade parallele
L'articolo dell'Unità del 13 gennaio, firmato da Sandra Amurri, ha sollevato alcune questioni sulla Quadrilatero Marche-Umbria S.p.A., una società che gestisce progetti di infrastrutture. La società ha risposto alle accuse, affermando che non richiede finanziamenti ai comuni per le opere stradali e che la parte di risorse da reperirsi sul territorio è pari al 18% del totale. La società ha anche chiarito che non ha chiesto finanziamenti alla Banca Marche e che i territori di Marche-Umbria non si debbono accollare debiti certi per opere che vedremo realizzate tra cinquant'anni o mai.
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