Via da piazza Navona tra molte resistenze. Gli artisti tengono duro sulle postazioni da conservare. E in piazza di Spagna non tutti li vogliono. Negozianti e albergatori: «Mandiamoli sulla rampa di San Sebastianello» Da piazza Navona la questione pittori arriva a Trinità dei Monti. I ritrattisti che dovrebbero spostarsi in cima alla scalinata non sono accolti a braccia aperte da residenti e commercianti. Per questo il presidente dell'Associazione piazza di Spagna lancia una proposta: «I pittori? afferma Spostiamoli sulla rampa di San Sebastianello. È accanto alla scalinata, è in abbandono. Così potrebbe essere riqualificata e gli artisti avere tutto lo spazio che desiderano a disposizione». «Ottima idea aggiunge il presidente di via Condotti Gianni Battistoni . Perché c'è una contraddizione in termini nel fatto di togliere i cosiddetti artisti da piazza Navona e poi portarne alcuni a Trinità dei Monti». Ma i pittori, sia pur sempre più spaccati fra loro, fanno resistenza alle proposte dell'amministrazione e affermano di voler restare in 52 a piazza Navona. Garrone e Bacchettoni «Sì ai pittori, ma non sulla Scalinata» Vertenza chiusa con gli ambulanti, sospesa con gli artisti. In piazza di Spagna pochi li vogliono 11 Sono gli artisti che potrebbero lavorare in cima alla Scalinata. Ma non tutti i pittori sono d'accordo 32 È il numero massimo di postazioni che il Campidoglio vuole in piazza Navona 12 Sono i «cavalietti» che si potrebbero spostare su ponte di Castel Sant'Angelo Il segno del decoro La delibera La delibera numero 568 della fine di ottobre 2005, approvata dalla giunta, ha stabilito che piazza Navona doveva essere libera da venditori di ogni tipo, per riportare il decoro di fronte alla chiesa di Sant'Agnese Gli ambulanti I venditori di ricordi sulla piazza autorizzati erano 6 in tutto: con loro è stato raggiunto un accordo che prevede collocazioni alternative. E due giorni fa con loro è stato raggiunto un'intesa. Per questo gli ambulanti hanno anche ritirato il ricorso che avevano presentato al Tar Da piazza Navona a Trinità dei Monti. Pittori e ritrattisti, che dalla postazione accanto la fontana del Bernini si dovrebbero spostare in cima alla scalinata più famosa del mondo, quella disegnata da Francesco de Sanctis all'inizio del Settecento, non sono accolti a braccia aperte da commercianti, imprenditori e residenti di piazza di Spagna e dintorni. Ieri il primo a intervenire è stato proprio il presidente dell'Associazione piazza di Spagna, Roberto Wirth, titolare dell'hotel Hassler: «I pittori? - si chiede Roberto Wirth - Una soluzione c'è. Spostiamoli sulla Rampa di San Sebastianello. È accanto alla scalinata, scende su piazza di Spagna, ha una bella fontana, eppure non viene sfruttata ed è in totale abbandono». E il presidente dell'Associazione piazza di Spagna incalza: «La Rampa di San Sebastianello è ormai diventata la "latrina" degli immigrati che vendono borse ed ombrelli per il centro storico, oltre che dei giovani che di notte bevono la birra sulla scalinata. Invece questa Rampa deve essere recuperata. Attrezziamola per i pittori, ve ne possono stare anche di più che sull'emiciclo in cima a Trinità dei Monti, e vi si possono forse portare anche altre attività». Ancora: «Soprattutto - aggiunge Roberto Wirth - illuminiamo meglio questa rampa. Adesso che stanno per terminare i lavori su piazza di Spagna, dove verranno installate più luci, San Sebastianello non può restare così buia. Di notte è perfino pericolosa». Questa che dovrebbe diventare la «Rampa degli Artisti», secondo la definizione di Roberto Wirth, potrebbe essere molto adatta allo scopo anche per il suo muro laterale dove potrebbero installare i cavalletti, proporre le loro caricature, attirare il passaggio su via di San Sebastianello, e creare così una sorta di nuovo spazio artistico per la capitale. «La Rampa di San Sebastianello? Ottima idea - afferma a sua volta il presidente di via Condotti e strenuo difensore del decoro del centro storico Gianni Battistoni - Perché mi sembra che ci sia una contraddizione in termini nel fatto di togliere i così detti artisti da piazza Navona e poi portarne alcuni a Trinità dei Monti. In questi giorni c'è il rinnovo del gemellaggio Roma-Parigi - aggiunge Battistoni -. Ebbene facciamo come la capitale francese che ha trovato per i pittori uno spazio ben delimitato a Montmartre. Anche perché molti di loro sono pittori con la "p" minuscola». E così per il presidente di via Condotti «gli artisti per esporre le loro opere devono avere un minimo di attestato. Non può arrivare il primo che capita: sarebbe un insulto per la bella scannata disegnata da Francesco De Sanctis». «Pittore che vuoi dire? - aggiunge a sua volta Marcello Brighenti di via Frattina -. Ormai sono venditori di souvenir qualsiasi. Oltre a tutto i lavori in cima alla Scalinata sono finiti, tutto è in ordine, eppure vi sono di nuovo camion bar e venditori dì borsette». Dall'altra parte anche gli artisti di piazza Navona, sia pur completamente divisi fra di loro, continuano, in parte a fare resistenza alle proposte dell'amministrazione capitolina, che intende portare a 32 il massimo di postazioni su questa piazza, offrendo adeguate alternative. «Abbiamo preparato carte e planimetrie - afferma Giancarlo Provvedi, presidente dell'Associazione romana pittori, ritrattisti, caricaturisti - in piazza Navona vogliamo restare almeno in 52, non uno di meno. Siamo disposti a mettere i cavalletti tutti eguali, alti non più di un metro e 30 centimetri per non turbare la visione delle fontane e della chiesa. Trinità dei Monti? È un palliativo, in fondo alcuni di noi già ci sono: undici postazioni non bastano di certo».
Pittori, la grana si sposta a Trinità dei Monti
La questione dei pittori e dei ritrattisti in piazza Navona e Trinità dei Monti è ancora aperta. L'amministrazione capitolina vuole ridurre il numero di postazioni a 32, ma gli artisti resistono. Il presidente dell'Associazione piazza di Spagna, Roberto Wirth, propone di spostare i pittori sulla Rampa di San Sebastianello, che è in abbandono e potrebbe essere riqualificata. Il presidente di via Condotti, Gianni Battistoni, sostiene che ci deve essere una soluzione per i pittori, come quella proposta da Wirth. Gli artisti di piazza Navona, invece, continuano a fare resistenza alle proposte dell'amministrazione e vogliono restare in 52 postazioni.
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