Forse c'è ancora qualche milanese che non ci ha mai messo piede, non ne ha mai attraversato il severo cortile seicentesco, non ha mai salito l'imponente doppio scalone, sempre allegramente affollato dai giovani allievi dell'Accademia. Allora è arrivato il momento giusto: la Pinacoteca di Brera mette a disposizione del pubblico i suoi infiniti tesori d'arte con ingresso gratuito. E il modo con cui Milano partecipa alla Quinta Settimana per la Cultura, indetta dal ministero dei Beni Culturali in tutta la penisola, ma non solo: la manifestazione infatti prevede per la prossima settimana anche l'eccezionale apertura, sempre gratuita, del Cenacolo Vinciano. L'iniziativa braidense prende il via domani e dura fino al giorno 11 compreso, con unica interruzione lunedì, normale giornata di chiusura. Ma che sorprese riserva ai visitatori, appassionati o semplici curiosi che siano, la collezione pittorica di Brera? L'esposizione permanente sciorina una carrellata di straordinari capolavori di epoche diverse, dal «Cristo morto» del Mantegna al «Matrimonio della Vergine» di Raffaello, dalla «Pala Montefeltro» di Piero della Francesca alla «Cena in Emmaus» del Caravaggio, dal «Bacio» di Hayez alla «Rissa in Galleria» di Boccioni. Ma in questo momento c'è un'occasione in più da non perdere: osservare dal vivo un «cantiere» di restauro aperto e operante nel cuore del museo. Da febbraio infatti è in atto un importante intervento conservativo, eseguito dai restauratori della Soprintendenza milanese con la collaborazione dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, sulla «Pala di Pesaro»: un enorme dipinto d'altare su tavola (misura circa cinque metri per tre) commissionato al bresciano Giovan Gerolamo Savoldo nel 1524. Le dimensioni inconsuete e la fragilità dell'opera hanno imposto che il restauro avvenisse in loco, nella sala XIV, in cui è normalmente conservata. Di conseguenza è stata ideata e creata una struttura, la prima al mondo di questo genere, che garantendo di soddisfare tutte le necessità dell'attività laboratoriale, permettesse al tempo stesso di lasciare libero accesso nella sala ai visitatori e di rendere loro visibile ogni fase del delicato intervento. La «machina» del Savoldo (così è stato battezzato il complesso impianto, progettato dallo Studio Sottsass e Associati e dalla Goppion Laboratorio Museotecnico) consiste in una sorta di grande involucro trasparente con pareti in policarbonato, munita di una piattaforma mobile che consente di lavorare contemporaneamente su tutti i lati del dipinto. Quest'ultimo è collocato in un telaio, a sua volta inserito in un portale metallico, pensato per consentirne la rotazione e la visione totale, anche dal retro. Gratis anche al Cenacolo N ell'«Ultima Cena», Leonardo scelse per la prima volta di rappresentare il passo evangelico in cui Gesù annuncia agli apostoli «Uno di voi mi tradirà», riflettendo nei volti e nei gesti degli astanti il vortice di sentimenti provocati dalla drammatica rivelazione. Nei prossimi giorni, sempre in occasione della Quinta Settimana per la Cultura, sarà consentito l'accesso gratuito anche a questo capolavoro, con prenotazione obbligatoria al numero 02.89.42.11.46, attivo tutti i giorni tranne la domenica dalle ore 9 alle 18, sabato dalle 9 alle 14 (occorre pazienza: il numero risulta molto spesso occupato). L'opportunità è valida da martedì 6 a domenica 11. In quest'ultima data sarà consentito vedere anche la parete retrostante l'affresco con il suo sofisticato sistema di monitoraggio.