La banda agiva in pieno giorno: è accusata di una dozzina di colpi. Denunciati per ricettazione anche dieci antiquari e restauratori. Monza, due in manette. Gli investigatori: un legame con le rapine in villa IL VALORE 700 mila Euro Le cento opere sacre trafugate nelle chiese dalla Brianza e recuperata dai carabinieri del nucleo tutela dal patrimonio di Monza hanno un valore di circa 700 mila euro. Tra gli oggetti recuperati statue di madonna, calici e gioielli votivi MONZA Non risparmiavano nulla, nemmeno le cassette delle elemosine. Nel giro di sei mesi, fra la primavera e l'estate del 2005, hanno messo a segno una dozzina di colpi in chiese e santuari delle province di Bergamo, Corno e Lecco e anche in alcune ville patrizie delle province di Pavia e Verona. Durante i colpi, che in questi mesi hanno alimentato un mercato clandestino di opere sacre e religiose fino a oggi sconosciuto, hanno razziato di tutto: statue di madonne, calici, messali, gioielli votivi, rosari e persino reliquari che hanno tentato di fondere dopo averli svuotati. In totale, hanno racimolato un bottino di circa 100 opere d'arte, pari a circa l'80 degli oggetti rubati, per un valore complessivo di 700 mila euro. Gli autori di questi furti, secondo i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Monza, sarebbero una coppia residente a Lecco: lui, 50 anni, già agli arresti domiciliari per avere svaligiato un castello nel Piacentino, lei, 45 anni, origini rumene, definita dai militari «un fantasma con numerosi alias». I due sono finiti in manette con l'accusa di furto e ricettazione e con loro sono state indagate altre 10 persone, mercanti d'arte e restauratori che rivendevano la mercé trafugata. L'indagine dei carabinieri, coordinata dal pm di Lecco Paolo De Grosso, è durata sei mesi e ha preso spunto dalla descrizione della coppia fornita da alcuni parroci derubati. «Li avevo notati in chiesa dice don Enrico Panzeri, parroco di Santa Maria di monte Barro, in provincia di Lecco . Avevano un'aria strana, come di chi non è interessato a visitare la chiesa ma qualcosa d'altro e infatti, dopo avere sfondato un muro e una grata, hanno rubato due angeli e sei putti del '600». La coppia, durante i colpi, non andava molto per il sottile. Per risparmiare tempo non esitava infatti a staccare brutalmente dai supporti o dai muri i pezzi cui era interessata. Fra le opere di maggior pregio sono state recuperate una poltrona da fumo dell'800 rubata da una villa del Pavese e il dipinto di una Madonna del XVII secolo rubato dal Santuario di Imbevere. Una parte degli oggetti trafugati è stata ritrovata in un garage di Sesto San Giovanni; un'altra, invece, era già stata recapitata a degli antiquari della provincia di Pavia. «L'operazione ha permesso di smantellare un mercato di opere d'arte sacre e religiose fino a oggi praticamente sconosciuto dice il capitano Andrea Ilari, comandate del nucleo di Monza . Ormai è chiaro: le chiese delle Prealpi e delle Alpi, spesso isolate ma ricche di opere di un certo pregio, possono essere considerate come obiettivi sensibili».
Furti in chiesa, recuperate cento opere d'arte
In una serie di furti di opere d'arte sacre e religiose, una coppia è stata arrestata a Monza. La coppia, di 50 e 45 anni, è accusata di furto e ricettazione. Gli investigatori hanno trovato un legame tra la coppia e altre 10 persone, mercanti d'arte e restauratori, che rivendevano le opere trafugate. La coppia ha messo a segno una dozzina di colpi in chiese e santuari delle province di Bergamo, Corno e Lecco, e anche in alcune ville patrizie delle province di Pavia e Verona. I furti hanno racimolato un bottino di circa 100 opere d'arte, pari a circa l'80 degli oggetti rubati, per un valore complessivo di 700 mila euro.
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