Ritorno al passato L'allarme: ville e necropoli finora ignote sono a rischio. In Campania seimila luoghi ancora da portare alla luce Spuntano nell'area di Capua le meraviglie preromane In Campania, la più ricca di tesori nascosti (i puntini rossi) è l'area di Capua. I luoghi di Casilino, conosciuti alla sinistra del fiume Volturno, sono identificati nell'attuale Capua tra la Castelluccia, Largo dei Giudici, via Pier delle Vigne, e piazza Commestibili. Calatia sorgeva lungo l'Appia, nel tratto attualmente compreso tra San Nicola la Strada e Maddaloni, a 6 miglia da Capua. L'ITALIA si sa, è il Paese con il più grande patrimonio archeologico del mondo. Eppure quello che conosciamo e che vediamo intorno a noi è solo il 5 per cento del totale. Il Colosseo, l'Arena di Verona e tutti gli altri grandi monumenti archeologici italiani, sono infatti solo la punta di. un enorme iceberg, grosso tanto quanto l'intera penisola. La stragrande maggioranza del nostro patrimonio, il 95 per cento, è infatti ancora nascosto dalla terra e rischia ogni giorno di scomparire a causa degli aratri e delle ruspe. Sono questi i risultati di una grande indagine promossa dal ministero per i Beni culturali che ha chiesto al Consiglio nazionale delle ricerche e all'università di Lecce di realizzare un sistema informativo territoriale unico, in cui siano presenti e catalogati tutti i beni archeologi noti, meno noti e del tutto ignoti presenti sul territorio nazionale. Dopo dieci anni di minuzioso lavoro, i ricercatori sono riusciti a produrre i primi risultati (100mila dati censiti scientificamente sul terreno, 10mila i siti già schedati nei dettagli) di una campagna di osservazione del territorio condotta non solo setacciando palmo a palmo fossi, valli e campi, ma anche grazie al prezioso ausilio degli aerei e dei satelliti. I dati rilevati sul territorio sono stati poi trasferiti su di un sistema computerizzato, un Gis, in cui si può vedere su mappa l'immediata localizzazione del sito richiesto. 1 risultati di questa enorme massa di dati sono stati presentati ieri a Roma. «Dal lavoro svolto - ha spiegato Marcello Guaitoli dell'Università di Lecce - emerge l'urgenza di una adeguata conoscenza di tali beni, minacciati da una sistematica distruzione a causa di lavori agricoli e di edificazione. Meno dell'1 per cento delle ricchezze esistenti è sottoposto a vincoli ufficiali. Più del 50 per cento delle evidenze sono a forte rischio». I risultati della ricerca sono impressionanti. In un'area nel viterbese di cento chilometri tra i comuni di Soriano nel Cimino e Vignanello, ad esempio, sono stati individuati con la ricognizione 444 punti di interesse, mentre se ne conoscevano solo 44. A Torrimpietra, alle porte di Roma, 38 punti noti, appena uno vincolato e ben 777 quelli nuovi, tra cui ville con piscina e necropoli. Anche in Campania, le nuove scoperte sono state significative. «Nell'area a nord di Fondi - ha spiegato Stefanella Gigli Quilici, preside della facoltà di Lettere della Seconda università di Napoli - abbiamo individuato una città di epoca preromana di cui non avevamo conoscenza. Anche nell'area del Sannio sono emerse le tracce di antichi insediamenti del tutto sconosciuti, ma il dato più importante è che siamo riusciti a ricostruire minuziosamente la presenza delle diverse testimonianze su tutto il territorio». In tutto in Campania si tratta di almeno 6mila evidenze archeologiche. Numerosi i complessi scoperti nel corso del monitoraggio: nell'area di Veio, vicino Roma, sono state individuate cinque estese necropoli villanoviane, edifici della fase etrusca e romana, un grande monumento interrato (quasi sicuramente un tempio come quello che custodiva il celebre Apollo di Veio) e una villa romana. A Cerveteri invece sono stati individuati settori ignoti della necropoli di monte Abatone e una necropoli nella zona di monte Abatoncino. Nell'area di Crustumerium (Casale Marcigliana, Roma) sono state ritrovate sezioni di necropoli e due grandi complessi di età imperiale al di fuori dell'area demanializzata; in Abruzzo, tra l'Aquila e Capestrano, scovate tre diverse necropoli, tratti della viabilità antica e complessi di età romana.