Strano: l'istituzione di un ministero ad hoc permetterà di considerare non solo il fattore economico ma anche il profondo valore dei beni storici e culturali del nostro Paese Ogni anno milioni di persone provenienti da tutto il mondo giungono a visitare il nostro Paese e migliaia sono le persone impiegate in questo settore (12.5 del totale degli occupati e contribuisce con il 12 al Pil Italiano). Non è quindi esagerato affermare che il settore del turismo costituisce una delle risorse fondamentali della nostra economia. E l'incidenza economica dei ricavati dal turismo è molto elevata soprattutto nelle regioni meridionali, zone notoriamente disagiate sotto altri profili, nelle quali invece, proprio questo settore costituisce uno dei punti qualificanti delle economie locali e di speranza per il rilancio. Obiettivi raggiunti. Il traguardo che il centrodestra si è dato è stato quello di mantenere la competitività del settore ed espandere l'accesso all'offerta turistica a sempre più estese categorie d'utenti. E fin dal 2001, il governo Berlusconi si è impegnato con un vasto programma infrastrutturale per sorreggere il disegno di rafforzamento dell'offerta turistica, come uno dei momenti fondamentali del piano di sviluppo economico. Peraltro, una forte volontà politica d'attenzione nei confronti del comparto sta contrassegnando questi mesi, soprattutto con riferimento all'emanazione della legge 80 del 14 maggio 2005, alle previsioni contenute nel Dpef 20062008 e nel Piano triennale del ministero delle Attività produttive, che contengono importanti indicazioni sulla materia turistica e, non ultimo, alle proposte concernenti la nuova legge finanziaria. Il passaggio fondamentale nel processo riformatore avviato dal governo per realizzare un'incisiva promozione internazionale del turismo, è la riforma dell'Enit, mediante la sua trasformazione in Agenzia di promozione turistica. Sarà questo, infatti, l'organo di gestione della promozione turistica, assumendo un ruolo nazionale di rappresentanza di tutti gli interessi pubblici e privati presenti nel settore della promozione. Il Piano triennale. Il decreto legislativo numero 34 del 2004 attribuisce al ministero delle attività produttive il compito di elaborare un Programma triennale contenente gli obiettivi, le azioni e le risorse neces-sarie al suo raggiungimento. Questo piano dedica una specifica attenzione al turismo per il cui rilancio è richiesto un coordinamento nazionale delle politiche di settore. Le linee d'intervento individuate muovono dal dato incoraggiante che «il turismo diverrà la principale industria a livello mondiale là dove l'Italia si colloca da sempre ai vertici delle graduatorie internazionali, qualificandosi fra i protagonisti». Dopo l'apice registrato nel 2000, anno giubilare, il trend si è purtroppo invertito. Il triennio 2002-2004 non è stato positivo a causa di un mix di fattori congiunturali e strutturali come il terrorismo, che hanno contribuito a frenare i flussi turistici internazionali. Per contrastare tale linea di tendenza, come sottolineato nel Piano Triennale, «è necessario un rilancio delle politiche complessive del turismo, da attuarsi attraverso un coordinamento nazionale di soggetti e strumenti con l'obiettivo di facilitare un più opportuno e razionale impiego delle risorse disponibili». In effetti, da anni il turismo è competenza delegata alle Regioni le quali faticano a definire precise e durature politiche di coordinamento e sintesi fra le diverse istanze territoriali. Siamo ancora, in pieno dibattito post legge 1352001 e, mentre prosegue lo strisciante contenzioso in materia, fra Stato e Regioni, succede che alcune iniziative importanti sono rimaste da parte: il sistema integrato di classificazione, certificazione e controllo della qualità delle strutture ricettive; la definizione della carta dei diritti del turista; il decollo dei sistemi turistici locali; l'attivazione del fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico e del fondo unico per gli incentivi alle imprese. Le "3 T". Alla luce di queste considerazioni, e della proposta di legge per il ripristino del ministero del Turismo, presentata da Strano come primo firmatario e sottoscritta trasversalmente da molti parlamentari, l'esponente di An, al di là delle 3 "I" che hanno contraddistinto la proposta di governo della Cdl, ritiene che oggi potrebbe essere utile, anche in sintonia con le politiche dei Beni culturali nonché quelle del Made in Italy, lanciare l'idea delle 3 "T": Terra, Tradizione, Turismo. "Terra", intesa come contenitore di un Popolo erede di una storia millenaria che nelle 'Tradizioni" ha sempre trovato un lievito per la sua crescita nonché per il mantenimento delle sue radici che ci hanno permesso di essere punto di riferimento, nelle arti, nella cultura, nelle espressioni, nell'ambiente, nel folklore. Fattori questi che potranno far sì che il turismo, combinato ai Beni culturali, divenga un eccezionale volano per lo sviluppo, per l'economia e per l'occupazione riscoprendo questa straordinaria opportunità, che altre nazioni nel mondo, nostre concorrenti nel settore, non hanno. Un ministero per il turismo. È importante considerare il turismo non solo sotto il profilo economico e produttivo nazionale ma anche sotto il profilo del profondo valore dei beni storici, culturali, architettonici e ambientali del nostro paese: le migliaia di chiese, di antichi edifici storici, le centinaia di piccoli centri storici e borghi medievali, le importanti città sotto tutela Unesco, le montagne, gli splendidi paesaggi e le località turistiche marine. È di fondamentale importanza, quindi, che le esigenze del settore produttivo del turismo siano contemperate con il rispetto, la valorizzazione e la conservazione del patrimonio culturale e paesaggistico del Paese, in questo senso, quindi, si muove la proposta di legge che prevede l'istituzione del ministero per le politiche del turismo, nell'intento di conciliare le esigenze del sistema economico e produttivo con quelle storiche e culturali in materia di turismo. Il ministero avrà competenza, tra le altre cose, in materia d'elaborazione, in accordo con le Regioni, degli indirizzi generali delle politiche turistiche e dei principi per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico nazionale; di coordinamento intersettoriale delle attività statali connesse alla promozione, allo sviluppo e alla valorizzazione del sistema turistico nazionale; di partecipazione alle attività delle organizzazioni internazionali multilaterali in materia turistica; di rapporti con l'Unione europea in materia di turismo; di attività finalizzate alla promozione unitaria dell'immagine dell'Italia all'estero, allo sviluppo del mercato turistico nazionale nonché alla promozione del turismo sociale.
Ecco le "3 T": terra, tradizione e turismo
Il governo italiano ha deciso di istituire un ministero ad hoc per il turismo, che avrà la responsabilità di promuovere e valorizzare il settore. Il ministero sarà responsabile dell'elaborazione degli indirizzi generali delle politiche turistiche, del coordinamento delle attività statali connesse alla promozione e allo sviluppo del sistema turistico nazionale, e della promozione unitaria dell'immagine dell'Italia all'estero. Il ministero sarà anche responsabile della partecipazione alle attività delle organizzazioni internazionali multilaterali in materia turistica e dei rapporti con l'Unione europea in materia di turismo.
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