Distretto minerario e Coremi dicono no, e oggi scade la concessione Confindustria e Cisl attaccano il prefetto e la Regione LIPARI - II distretto minerario e il Coremi non hanno alcuna intenzione di concedere alla Pumex una proroga, seppure di breve durata temporale, per proseguire nell'attività di escavazione della pomice in attesa della leggina regionale. La notizia è arrivata ieri sera da Messina e ha amareggiato e deluso quanti si aspettavano un provvedimento concreto dalla riunione tenutasi in Prefettura e alla quale hanno preso parte il prefetto Scammacca, l'assessore regionale D'Aquino, il sindaco di Lipari, Bruno e i funzionari del Coremi, Tolomeo e del Distretto minerario, Trupia. Per fare sentire la loro voce, una settantina di lavoratori (gli altri hanno continuato ad occupare l'aula consiliare di Lipari), nonostante le tremende condizioni meteomarine, avevano anche raggiunto Messina e manifestato pacificamente sotto il Palazzo del Governo dove avevano ricevuto la visita di mons. Giovanni Marra che ha voluto portare la sua solidarietà e, nello stesso tempo, ribadire come sia «assurdo interrompere un'attività produttiva senza trovare alternative sicure per i lavoratori». A questo punto l'unica via percorribile resta quella di una ordinanza straordinaria, dettata anche dalla necessità di salvaguardare l'ordine pubblico, della quale potrebbe assumersi la paternità il prefetto o lo stesso sindaco di Lipari. Da ricordare che oggi, fra l'altro, scade l'autorizzazione della Regione per l'estrazione della pomice dalla cava di Porticello e, come anticipato dalla Pumex, i lavoratori verranno licenziati. Il sindaco Mariano Bruno, da noi rintracciato telefonicamente ieri sera mentre da Milazzo (dove ha incontrato gli operai) stava facendo ritorno a Messina dove oggi cercherà una soluzione con il prefetto, ha fatto chiaramente intendere che sta lavorando freneticamente per «non gettare sulla strada centinaia di lavoratori e le loro famiglie». La soluzione, come ha evidenziato Confindustria Messina, non poteva che essere quella già adottata in una situazione a-naloga per le cave di marmo di Custonaci (Trapani), ovvero una breve proroga in attesa della legge regionale: «Prendiamo atto scrive il direttore Giovanni Grasso che il prefetto Scammacca non convoca le parti sociali, così come richiesto più volte. Se non lo fa non possiamo che augurarci che abbia la soluzione a portata di mano, tenuto conto che la procedura di licenziamento per i lavoratori è prossima alla scadenza». Una nota durissima arriva dalla Cisl. «È inaccettabile - affermano il segretario generale Maurizio Bernava e il segretario provinciale della Filca Cisl, Santino Barbera - il comportamento sia della Regione che del prefetto: stanno facendo passare il tempo inutilmente e i lavoratori non hanno alcuna prospettiva positiva. È incomprensibile come si continui a non dare risposte rispetto all'unica soluzione accettabile. Provveda il prefetto - concludono Bernava e Barbera - a concedere la proroga per motivi di ordine pubblico, così come fatto in una situazione analoga nel Trapanese». La Cisl, in assenza di fatti concreti, ha annunciato eclatanti proteste (blocco dei collegamenti?) che potrebbero già scattare domani tra Messina, Lipari e Milazzo. Sulla questione un'interrogazione è stata presentata dai deputati Benvenuto e Pistone (Ds) e Lettieri (Margherita) ai ministri dei Beni culturali, delle Attività produttive e del Lavoro. Evidenziando la drammatica situazione che vivono i lavoratori «senza che finora Governo nazionale e Regione siciliana abbiano mosso un dito per trovare il rimedio, favorendo per esempio la gradualità dell'abbandono dell'attività pomicifera alfine di consentire la progressiva riconversione produttiva», si chiede quali iniziative si intendano adottare per salvaguardare i livelli occupazionali nel doveroso quadro di compatibilità con il paesaggio e la natura di Lipari.