Oggi nella Sala Montanelli iniziano gli incontri «I martedì del Corriere della Sera». Società e urbanistica: dibattito sulla città che cambia Razionalizzare, aggregare, promuovere un piano di comunicazione unitaria e sostenere le creazioni contemporanee. Sono questi gli «asset» della cultura che la prossima giunta dovrebbe seguire secondo i responsabili e gli osservatori milanesi. E di questi argomenti si incomincerà a discutere oggi, alle 18, alla Sala Montanelli, nel primo degli incontri «I martedì del Corriere della Sera» con il direttore del Piccolo Teatro Sergio Escobar, il sovrintendente della Scala, Stéphane Lissner, e l'ex assessore e critico della cultura cittadina Sergio Scalpelli (coordina Armando Torno, posti limitati; l'ingresso è su prenotazione al numero 026597979. Gli altri incontri sono previsti il 7,14 e 21 febbraio). Una riflessione sul futuro culturale della città non può muovere che dai dati. Da una statistica realizzata dalla Camera di Commercio di Milano si apprende che il 55 dei milanesi ritiene la cultura adeguata, ma per un milanese su tre è troppo cara (38,8). Per i cittadini cultura vuol dire lettura (53,6), cinema (11,3), teatro (8,7), concerti (5,4). I giovani vanno più degli altri a concerti (11), mostre (11) e cinema (20). Gli anziani scelgono di più lettura (58), visite ai monumenti (5), viaggi culturali (6). In media, ognuno spende 400 euro per le attività culturali, 500 milioni per tutti i milanesi. Per l'assessore comunale alla Cultura, Stefano Zecchi, bisogna migliorare «l'aggregazione all'interno di una strategia unitaria»: da questa idea è nata la casa della poesia e ora, a Palazzo Clerici, la casa del jazz. «Per realizzare questo progetto di aggregazione serve una razio-nalizzazione dei fondi che eviti distribuzioni a pioggia estranee a un progetto-città. Per questo abbiamo promosso un quindicinale per comunicare le iniziative in corso». Quindi Milano «deve tornare a creare cultura per ribadire il suo ruolo di capitale della contemporaneità». Anche per questo si apre a marzo il Museo dell'800 a Villa Reale, si avviano i lavori per il Museo del 900 e non si fa tramontare, ma si sposta, il museo del contemporaneo. Anche Sergio Scalpelli suggerisce di guardare e sostenere le nuove forme di cultura: «Bisogna uscire dalla logica della sponsorizzazione e far emergere la progettualità diffusa. Sostenere con start up giovani che operano nel web-design, nel cinema digitale e in altre esperienze che, una volta emerse, possono stare sul mercato senza sostegno pubblico». Di fronte ai dati allarmanti della situazione delle Fondazioni liriche, anche la Scala sarà chiamata «a razionalizzare», ha annunciato il sovrintendente Lissner. Che tuttavia punta anche all'educazione di un nuovo pubblico: «In questi giorni due iniziative ci hanno dato risposte importanti: il 15 gennaio, con l'avvio del ciclo "Domenica alla Scala", il teatro è andato esaurito poiché si poteva accedere con la cifra simbolica di 14 euro, portando gratis un minorenne. La seconda risposta è venuta in questo fine settimana legato all'anniversario di Mozart: i due concerti che Alain Planès ha offerto hanno riscosso un interesse al di là di ogni aspettativa». Le iniziative funzionano, insomma, ma sempre quando offerte gratuitamente. «Riscoprire che l'investimento sulla cultura ritorna anche economicamente sui tempi lunghi è invece la scommessa da sostenere conclude il direttore del Piccolo Teatro, Sergio Escobar . Bisogna promuovere "la cultura della cultura", ossia riscoprirla come dato fondativo di questa città, come lo è stata decenni fa». E non è esatto affermare che l'investimento pubblico nella cultura scende sempre: la direttrice centrale Alessandra Mottola Molfino fa rilevare che lo stanziamento per la cultura «è passato dal 2,26 del bilancio del 1985 al 4,1 del 2004» e che «l'organico dei settori Biblioteche, Musei e Spettacoli è salito, rispettivamente, da 317, 300 e 48 persone a 413, 567 e 90».