I resti dell'Arsenale pontificio nei pressi di Porta Portese, nella zona dove sorgeva l'antico porto di Ripa Grande, sono una delle pochissime testimonianze delle attività mercantili e di navigazione che in passato si svolgevano lungo il Tevere. Costruito sotto il pontificato di Clemente XI su commissione della Reverenda Camera Apostolica, fu terminato nel 1715 e prese il posto dell'antico arsenale che vi era stato in funzione tra il '400 e il '500 e che poi era stato dismesso nel '600, dopo la costruzione di quello di Civitavecchia. Vi venivano costruite, riparate e varate le navi della flotta pontificia. Nel 1798, durante la Repubblica romana, vi furono trasportate numerose opere d'arte tolte dai francesi ai musei cittadini e i volumi sottratti alla Biblioteca vaticana, in attesa di essere trasportati via mare in Francia. Un avviso del 13 novembre 1798 dice che «nella notte il capomastro Lovatti, secondo gli ordini ricevuti, ha trasportato tutta la biblioteca del Vaticano nell'arsenale di Ripa Grande a cui a bella posta erano state chiuse le aperture, per timore del fuoco». Nel 1849, durante l'assedio di Roma da parte dei francesi, fu esposto ai bombardamenti delle forze garibaldine dal Gianicolo. Fu abbandonato intorno agli anni '80 dell'800, quando la costruzione dei nuovi argini lo privarono dell'accesso al fiume. Dopo la Seconda guerra mondiale è stato usato come deposito di biciclette e materiali edili. Esistono progetti per il recupero del complesso - di cui fanno parte anche le Corderie e i Magazzini del sale - e per la sua trasformazione in uno spazio culturale ed espositivo.
I resti dell'Arsenale pontificio che esisteva a Ripa Grande
L'Arsenale pontificio di Ripa Grande era un'antica struttura costruita nel 1715 per la flotta pontificia. Era situata vicino al porto di Ripa Grande e prese il posto dell'antico arsenale costruito tra il '400 e il '500. Vi venivano costruite, riparate e varate le navi della flotta pontificia. Nel 1798, durante la Repubblica romana, furono trasportate opere d'arte e volumi dalla Biblioteca vaticana. Nel 1849, fu esposto ai bombardamenti durante l'assedio di Roma. Fu abbandonato negli anni '80 dell'800 e dopo la Seconda guerra mondiale fu usato come deposito di biciclette e materiali edili.
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