UN DECRETO di Buttiglione revoca i finanziamenti già promessi per restauri e manutenzioni di importanti monumenti e istituzioni nazionali. Ma qualcuno può ancora salvarsi. È proprio vero, i tagli non finiscono mai. Passata la bufera della Finanziaria sui Beni culturali adesso arriva anche la scure del ministro che revoca finanziamenti già promessi (e necessari) promettendo a qualcuno che questi soldi tolti con la destra potrebbero tornare con la sinistra. Il nuovo provvedimento porta la data del 26 gennaio e ancora è chiuso nelle mura (e sull'Intranet) del ministero. Il meccanismo è presto detto: si tratta di «rimodulare» (gli eufemismi sono d'obbligo) gli impegni finanziari derivanti dalle entrate del gioco del Lotto, visto che la finanziaria del 2006 prevede un taglio di 30.900.000 euro e che - sostiene Buttiglione - molti dei lavori che già avevano ottenuto il via libera ministeriale alla fine del 2005 non sono stati ancora avviati. Insomma chi ha già aperto il cantiere avrà i soldi, chi (per qualsiasi motivo) non lo ha ancora fatto non vedrà un euro. Il problema però è che così opere importanti per la salvaguardia e la valorizzazione di grandi monumenti e di strutture museali e bibliotecarie finiscono nel dimenticatoio. Il caso più eclatante di finanziamento «revocato» riguarda certamente il teatro Petruzzelli di Bari per il restauro del quale erano stati previsti quattro milioni e passa di euro. Investimento sbandierato dal governo e oggi improvvisamente annegato nel nuovo decreto ministeriale che porta appunto la data del 26 gennaio. Ma il Petruzzelli non è certamente solo: rischiano di scomparire i quasi cinque milioni di euro per Villa d'Este a Tivoli e i quasi tre del Collegio Romano. A ben guardare sono proprio le grandi sedi bibliotecarie a subire il taglio più drastico: cominciando da Roma dove la vecchia sede della Nazionale perde tre milioni destinati alla riqualificazione e riorganizzazione dei suoi spazi e (ancora più grave) c'è il taglio ai lavori per la realizzazione della nuova sede biblio-tecaria per il quale erano stati inizialmente previsti oltre 9 milioni di euro. Il Lazio guida la graduatoria delle regioni più tagliate con la bellezza di 21 milioni. Ma i guai riguardano anche la biblioteca nazionale fiorentina alla quale vengono revocati i finanziamenti destinati persino all'adeguamento alla normativa antincendio e tecnologica: in totale se ne vanno oltre sei milioni di euro e vengono anche bloccati i lavori alla Caserma Curtatone che avrebbe dovuto accogliere una parte del patrimonio bibliotecario. Per il resto d'Italia il Friuli si può scordare il museo dell'archeologia subacquea, l'Emilia Romagna non acquisirà gli archivi e le apparecchiature di Guglielmo Marconi, la Liguria il museo della navigazione e delle vele, la Lombardia i lavori al museo della scienza e della tecnologia, il Veneto il restauro di Villa Imperiale a Calliera Veneta. Il tutto per un ammontare complessivo sul territorio italiano di 66.665.988,92 euro. Ma a questo punto arriva il colpo di scena del ministro Buttiglione: un po' di soldi ci sarebbero - dice dalle stanze del Collegio Romano, e chi si affretterà a dimostrare di aver aperto i cantieri per la fine di febbraio potrà dividersi una trentina di milioni. Il tutto a insindacabile giudizio del ministro. Insomma dopo cinque anni di attesa il governo esce dal suo «lungo sonno» per rimproverare le sue stesse amministrazioni ritardatarie e per fare contemporaneamente tagli e promesse dal forte sapore elettorale. Non si compie alcuna scelta, non si individuano priorità: si apre semplicemente la corsa a una trentina di milioni, da dare magari a chi «abita» più vicino al cuore del ministro o di qualche sottosegretario particolarmente intraprendente.