I residenti di Arco di Travertino hanno dato vita aun comitato, ma non c'è stato niente da fare DOV'È finita la tomba d Pomponia? E perché il supermercato a via Arco di Travertino è cresciuto come un fungo, in poche settimane, e ha aperto a dicembre, nonostante il Comune non avesse dato ancora tutti i permessi necessari? Non si danno pace, gli abitanti di via Arco di Travertino, che hanno dato vita ad un comitato che ha l'obiettivo di difendere quel che resta del territorio, proprio a partire dalla "bruttura" che non sono riusciti a impedire, l'Iper Triscount. Perché non accada più. «Qui, dove ora c'è il parcheggio del supermercato, c'era un fazzoletto di prato», ci dice Filiberto Cardelli, «poca cosa, ma almeno ci si portavano a passeggio i cani. Ora di verde non ce n'è più. E meno male che siamo riusciti a salvare i pini». I residenti si sono accorti che il cantiere stava costruendo delle buche proprio intorno ai pini, col rischio di tagliare le radici. Ci sono state delle proteste, e i pini sono stati risparmiati. «Ma il resto, come vede, è un brutto parcheggio cementato, che provoca inevitabilmente delle code». Perché l'uscita dal parcheggio è stata fatta in una sola direzione, verso l'Appia Nuova, che già si intasa per il traffico delle auto dei residenti. «Ora è diventato un inferno. E quando il parcheggio sarà a pagamento con la sbarra e tutto, gli ingorghi saranno inevitabili». Ma c'è di più. «Durante i lavori è affiorata una tomba», ci dice Manuela Cesaretti, «pare che fosse la tomba di Pomponia. Per un po' di tempo al centro dello scavo si è vista una struttura di cemento e i lavori si sono fermati. Poi però sono ripresi e della tomba non si è saputo più niente. Non si sa se è rimasta sotto il supermercato, se in qualche modo è visibile, oppure se il tutto è stato portato altrove. Ma d'altra parte era difficile pensare che qui si potesse scavare senza trovare nulla. A sinistra, davanti all'ingresso del supermercato, c'è la Villa delle Tombe Latine e qui siamo a 800 metri dall'Appia Antica, nel cuore del Parco dell'Appia. Non so come hanno potuto dare il permesso di costruire una cosa così brutta in un posto come questo». Il supermercato, una costruzione bassa, un po' tozza, in realtà chiude la prospettiva della piccola piazza, ora diventata un parcheggio, come un tappo. «E pensare», ci dicono Manuela Cesaretti e Filiberto Cardelli, «che questo era un bel posto, tranquillo, un po' defilato. Non so come gli è venuto in mente, al Comune, di vendere questo terreno ai privati per farci un supermercato. E poi, a quanto si dice, se lo sono fatto pagare due lire».