I consiglieri del Teatro: sì al piano Pietrantonio, per noi niente compensi Un appello alla Colony Capital della Costa Smeralda e alla Saras, un altro giro di vite sulle spese, un colpo di spugna su alcuni concerti: il consiglio d'amministrazione del Lirico di Cagliari ieri ha approvato il piano d'emergenza del sovrintendente Maurizio Pietrantonio. Nei prossimi giorni i consiglieri e il presidente (il sindaco Emilio Floris) lo esporranno ai sindacati. È una strategia del risparmio messa a punto nei giorni scorsi per fronteggiare i tagli nazionali e regionali al bilancio del Teatro. Dal Fondo unico per lo spettacolo (Fus) ministeriale arriveranno circa 8 milioni anziché i 10 degli scorsi anni. Si è ridimensionata invece la stretta ai contributi regionali: inizialmente si era parlato di una sforbiciata identica a quella nazionale, ma ieri un voto bipartisan della commissione Bilancio del Consiglio regionale ha addolcito la manovra: verrà tagliato un solo milione, con la prossima finanziaria l'elargizione regionale passerà da 10 a 9 milioni. Resta comunque molto problematica la situazione di cassa del Lirico, che vede il bilancio scendere da 27 a 24 milioni. Ecco quindi la necessità delle economie studiate da Pietrantonio e sottoscritte ieri dai consiglieri. Innanzitutto verrà sfoltita la stagione sinfonica d'autunno. Inizialmente si era parlato di cancellare in blocco il cartellone, ieri invece si è detto che sarà - con buona probabilità - sufficiente cancellare sei, al massimo sette rappresentazioni. Niente tagli invece per la stagione lirica già avviata: non si possono penalizzare gli abbonati, soprattutto ora che le sottoscrizioni hanno toccato il record. Molto probabile invece che la prossima stagione lirica venga studiata con grande attenzione, a costo di lesi-nare sul centesimo. Nessun ridimensionamento all'organico, ma saranno contenuti al massimo gli straordinari. Due scelte nel complesso in linea con le richieste sindacali. E in attesa che i rappresentanti dei lavoratori incontrino i vertici aziendali, ieri una foltissima delegazione di dipendenti ha ha consegnato ai consiglieri d'amministrazione un documento che invita a ridimensionare spese superflue o comunque non vitali. Una delle scelte in questo senso - tra quelle assunte ieri mattina - riguarda il capitolo del decentramento, vale a dire le rappresentazioni che si tengono negli altri centri della Sardegna: si andrà avanti, ma fuori Cagliari si eliminerà il ricorso a musicisti esterni. Per gli spettacoli in trasferta, insomma, verranno utilizzati sempre e solo orchestra e coro del lirico. Un altra forma di risparmio, di scarso effetto ma di evidente impatto simbolico, è l'abolizione dei compensi per i sei componenti del consiglio d'amministrazione, che oggi hanno un gettone di presenza di 200 euro lordi per seduta. A proporlo sono stati Floris e il vicepresidente, Guido Cossu. Quanto alle nuove risorse, è stata approvata la proposta di Maurizio Porcelli (rappresentante in consiglio del ministero dei Beni e delle Attività culturali): caccia aperta ai capitali privati, nei prossimi giorni presidente e sovrintendente prenderanno contatto con la Saras e con Tom Barrack per proporre un ingresso nel capitale sociale del Lirico come soci fondatori (cioè tenuti a versare un capitale pari ali'8 per cento del contributo statale) o come sostenitori (contribuzione libera), (cel. ta.)