PORTO TORRES. Solcherà il mare seguendo le antiche rotte che collegavano la colonia di Turris Libisonis al porto di Ostia, all'Etruria e alla Sicilia. Sarà la fedele riproduzione di una nave oneraria romana di epoca imperiale e consentirà di effettuare studi sulle antiche tecniche di navigazione e sui risvolti antropologici legati alla vita che si conduceva a bordo. Il progetto di archeologia sperimentale lanciato da un'equipe di studiosi dell'università degli studi di Sassari è il primo in Italia ad avere una tale importanza scientifica. L'obiettivo è quello di condurre uno studio dettagliato sulle tecniche costruttive e sui modelli di imbarcazione del periodo romano per riprodurre, a grandezza naturale, una imbarcazione commerciale del quinto secolo dopo Cristo. Una nave oneraria lunga circa venti metri, adatta al trasporto di olio, grano e vino, che verrà interamente realizzata a Porto Torres grazie al lavoro di una squadra di costruttori navali e di carpentieri locali. L'idea del progetto è partita in ambito accademico. Un costruttore di navi di Porto Torres, Ennio Vanoli, aveva già realizzato alcuni anni fa un modello di nave commerciale romana con lo scopo di riprodur-lq in scala uno ad uno. Ma l'università voleva che questa proposta avesse innanzitutto una grande valenza scientifica. Prendendo spunto dai più recenti ritrovamenti di navi onerarie venuti alla luce negli scavi archeologici di Olbia e di Pisa e sulla base delle iconografie, bisognava costruire una nave nella maniera più fedele possibile alle imbarcazioni origi-nali. Per il comitato di promozione "Naviculari Turritani", che si è riunito in questi giorni per la prima volta, si tratta di una importante sfida. Coordinato dal professor Fabio Mura, studioso di psicologia dinamica ed esperto di formazione in-terdisciplinare, il comitato conta figure professionali di primo livello: rappresentanti del mondo accademico, archeologi navali, esperti di antropologia, ingegneri navali, carpentieri e appassionati di archeologia subacquea. Un progetto ambizioso che richiede costi particolarmente elevati. Per questo il comitato chiederà il patrocinio del ministero dei Beni culturali, della Regione Sardegna e della Provincia di Sassari. Tra i soggetti pubblici, oltre alla collaborazione della Sovrintendenza archeologica delle province di Sassari e Nuoro, potranno partecipare al progetto l'Istituto nautico e il Comune di Porto Torres. Anche perché la realizzazione in città di un modello navigante di nave romana rappresenterà un notevole richiamo turistico e culturale. Un richiamo alla storia dell'antica Turris Libisonis, dotata in età romana di un porto fluviale e conosciuta, in ambito commerciale, per lo sviluppo della sua marineria. Federica Cubeddu