SANTANTIOCO. «Stiamo predisponendo con altri 6 Comuni dice il sindaco Eusebio Bagnino un piano per la piena valorizzazione delle risorse culturali del nostro paese e in particolare del nuovo museo». Una prospettiva della quale «tutti i paesi del Sulcis devono essere orgogliosi: è un piccolo gioiello che rappresenta senza dubbio una meta importante per molti turisti ed in tal senso è una carta da giocare ad esempio nella predisposizione dei pacchetti di viaggio». La struttura è aperta da circa un mese, un mese nel quale tutta la popolazione della città, con particolare attenzione agli studenti, ha potuto avere libero accesso alla struttura. Ora che è aperta però, ora che questo enorme patrimonio di conoscenza e di valorizzazione delle civiltà che si sono succedute sul nostro territorio è disponibile, bisogna lavorare per la sua piena valorizzazione. Il Museo deve "vivere", diventare un punto di riferimento importante per le attività econo-miche legate al turismo ed al commercio. Tutta la città, che ha atteso per oltre trent'anni che i lavori fossero terminati ed i reperti fossero disponibili al pubblico in una sede degna, deve ora metterlo al centro di diverse iniziative. Occorre lavorare per valorizzarlo. «Io ho fatto la mia parte dice il direttore Piero Bartoloni, che è l'unico ordinario di archeologia fenicia e punica in Sardegna ora però bisogna che la città si attivi. Altrimenti sarebbe come avere costruito l'ottava meraviglia del mondo e poi fare come se non ci fosse». L'archeologo ha lavorato insieme al primo cittadino per la preparazione di una Conferenza di servizi nella quale coinvolgere tutte le associazioni, imprese e istituzioni che lavorano nell'ambito cittadino in modo che siano predisposte iniziative di valorizzazione del museo. Si potrebbe pensare ad esempio, secondo quanto suggerisce Bartoloni, di predisporre un gruppo di commercianti che praticano sconti o altre agevolazioni ai turisti che visitano la struttura. Così come si potrebbe pensare a menù a prezzi particolari. Insomma, le iniziative possibili sono tante. L'importante è fare in modo che il museo diventi parte essenziale dell'economia cittadina, che tutti, privati e pubblico, imprese e amministrazione, si sentano impegnati a valorizzarlo nel modo migliore. Tutta la città potrebbe aver fatto tredici con questa struttura ma bisogna lavorare perché diventi fonte di reddito. Nei prossimi mesi si completerà il trasferimento dei reperti da Cagliari a Sant'Antioco. In seguito si allestirà anche una zona dedicata al periodo nuragico, che, anche se da molti è ignorato, ha lasciato presenze importantissime e di assoluto valore nell'isola. Poi man mano si deve lavorare perché ci sia un programma di mostre temporanee che incuriosisca chi è già venuto e possa attrarre anche nuovi visitatori.
II museo, fonte dell'economìa. Sei Comuni lavorano per costruire una rete di sviluppo
Il sindaco di Sant'Antioco, Eusebio Bagnino, sta lavorando con altri 6 comuni per valorizzare le risorse culturali del paese e il nuovo museo. Il museo è stato aperto per un mese e la popolazione della città ha potuto visitarlo gratuitamente. Ora, il sindaco e il direttore del museo, Piero Bartoloni, chiedono di lavorare per la sua valorizzazione. Il museo deve diventare un punto di riferimento per le attività economiche legate al turismo e al commercio. Il direttore suggerisce di coinvolgere le associazioni, imprese e istituzioni locali per predisporre iniziative di valorizzazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo