Il ministro ha revocato il finanziamento (4,3 mln) per il ritardo nell'appalto, ma precisa: cercheremo di assicurare i lavori. In difficoltà la Fondazione La Regione accusa il ministero: «Uno scippo». Emiliano: i lavori continuano Scoppia l'ennesima rissa e ancora una volta sui soldi per il Petruzzelli. Dopo che la «Gazzetta» nell'edizione di ieri ha rivelato che il Ministero dei Beni culturali «taglia» i 4,3 milioni già stanziati per il Petruzzelli, un mare di reazioni e precisazioni. Da una parte, il Ministero a spiegare che i finanziamenti sono stati stornati per altri progetti già eseguibili al 31 dicembre (mentre l'ultima tranche di lavori per il teatro ritardava); dall'altra, la polemica sullo «scippo» fatto ai danni di Bari. «Le difficoltà non mancano ma cercheremo di assicurare l'ordinata prosecuzione dei lavori», ha detto ieri mattina il ministro dei Beni Culturali, Rocco Buttiglione in visita a Taranto. Mentre il presidente della Regione Nichi Vendola ha definito il taglio dei finanziamenti statali «un vero e proprio furto con scasso. Apprendiamo - ha aggiunto - che il Governo ha deciso, a quattro giorni dalla consegna della perizia di valenti tecnici che hanno il delicato compito di aiutarci in una operazione-verità sulla bontà del progetto di ricostruzione del teatro Petruzzelli, di tagliare i finanziamenti per avviare i lavori». E ancora: «Forse qualcuno teme la verità. Qualunque essa sia, andremo avanti per assicurare la ricostruzione di un vero teatro funzionante e non di una quinta teatrale di cartapesta da inaugurare e da chiudere il giorno dopo». «Sono affranto», ha commentato Salvo Nastasi, direttore generale dello Sport e Spettacolo del Ministero e membro del cda. «Fin da dicembre 2004 il Ministero offrì uno schema di convenzione e lo stesso sottosegretario è venuto a Bari a parlarne. Credo che qualcuno abbia perso o abbia voluto perdere troppo tempo». «Un vero e proprio scippo alla città di Bari, alla Puglia e alla cultura», sostiene invece l'assessore regionale al Mediterraneo Silvia Godelli. «Lo stesso Governo di centrodestra - ricorda Godelli - che attraverso la legge finanziaria ha tagliato vergognosamente i fondi per lo spettacolo, il centrodestra che ha a suo tempo siglato un accordo in cui si prevedeva di spendere decine di milioni di denaro pubblico per il Petruzzelli per poi regalarlo ben ricostruito agli stessi proprietari privati; lo stesso Ministero che in questi mesi ha fatto di tutto per impedire agli Enti pugliesi di andare a vedere se il progetto di ricostruzione rispondesse effettivamente ai criteri di efficienza, a pochi giorni dalla consegna dei pareri dei due esperti sugli aspetti tecnici del progetto, ha ritirato i soldi con un colpo di mano e senza aver fatto nessuna diffida preliminare». «Ritorsione?» si domanda Godelli, «Dispetto preelettorale? Paura della verità? Desiderio di bloccare la ricostruzione e di scaricarsi da ogni responsabilità? O tutte queste cose insieme?». «Una cosa è certa, conclude, sarà il centrosinistra a restituire il Petruzzelli alla città di Bari, alla Puglia e alla cultura; le manovre e gli attacchi strumentali del centrodestra che potranno fermarci». Anche per il sindaco Michele Emiliano sarà il prossimo Governo a completare i lavori di ricostruzione. Commentando il decreto ministeriale, Emiliano ha detto che «si tratta di provvedimenti di fine legislatura assolutamente normali che non inducono alcuna preoccupazione in margine al completamento della ricostruzione. Ogni strumentalizzazione del decreto del ministro deve considerarsi quale becera manovra elettorale e come tale va respinta. L'impegno del Governo a finanziare l'opera deriva da numerose dichiarazioni pubbliche del Sottosegretario Bono che non potranno essere disattese neanche dal nuovo Governo». Tranquillo anche il vicepresidente della Provincia Onofrio Sisto: «E' fisiologico. I soldi non utilizzati per la ripartizione del lotto vengono resettati; ora c'è bisogno solo di una nuova assegnazione e siamo certi che verranno riassegnati. Dobbiamo però accelerare le procedure della ricostruzione potremmo trovarci di fronte a emergenze nuove che potrebbero mettere in discussione i lavori». Critico Filippo Melchiorre, capogruppo An: «Si dovrebbero vergognare: hanno trasformato tutto in un poltronificio. E poi anche su questo manca il tandem con la Provincia, visto che la Provincia ha versato». Altra reazione da destra: «L'amministrazione comunale - scrive Emilio Toma, Liberali per la Puglia in una nota - parla molto e poi critica, critica. Ma a distanza di quasi due anni ha realizzato poco, pochissimo, nulla. Troppo bello giocare al Monopoli dei consigli di amministrazione». «L'ottimo è nemico del bene - commenta l'avv. Ascanio Amenduni, che difende una parte della famiglia proprietaria - e la storia dell'alpinismo pullula di scalatori che sono morti per aver pensato di arrivare in cima senza tappe intermedie. Occorreva dar luogo immediatamente al secondo appalto».