La vicenda del bronzomolto seguita anchedalla stampa americanaD'Anna: "Si riaccendononuove speranze per la restituzione" Da ieri la statua, lasciati i magazzini, in esposizione al Getty Museum FANO - Come era già stato annunciato nelle settimane scorse il Lisippo ha finalmente rivisto la luce. Da ieri, infatti, la statua bronzea, attribuita allo scultore greco del IV secolo a.C., è di nuovo esposta al Getty Museum di Malibù, in una stanza climatizzata al secondo piano della Villa, dopo sette anni di giacenza in un magazzino. La riapertura del rinnovato museo di arte greco romana, che si affaccia sulla costa del Pacifico, è dovuta ad un restauro costato ben 275 milioni di dollari. Nei giorni scorsi, alla vigilia dell'inaugurazione del museo, una delegazione americana formata dal direttore del Getty, Michael Brand, da impiegati e avvocati, si è recata a Roma per incontrare il ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione, al fine di discutere il problema dei beni illegalmente usciti dall'Italia. Scopo della missione quello di cominciare a cooperare per l'individuazione della soluzione che soddisfa entrambe le parti. Altro obiettivo è valutare tutte le prove disponibili considerando gli oggetti in questione - fanno sapere i rappresentanti del museo - desideriamo essere in una posizione migliore per continuare il nostro dialogo con il governo italiano. Una riunione in cui probabilmente si è discusso anche del destino della statua dell'atleta di Lisippo, stando agli impegni porsi in passato dal ministro Buttiglione, che aveva garantito un interessamento particolare verso questo reperto archeologico. Speriamo che si possa concretizzare qualche accordo - questo l'auspicio del consigliere regionale Giancarlo D'Anna, che, l'estate scorsa, dopo una vacanza a Malibù, ha sollevato l'annosa questione - sulla falsariga del Metropolitan Museum: una rivendicazione della proprietà da parte dell'Italia dei reperti archeologici contesi in cambio di prestiti a lungo termine. La vicenda, molto seguita anche dalla stampa americana, in particolare dal Los Angeles Time che in questi giorni ha inviato un suo corrispondente a Roma in occasione dell'incontro tra la delegazione del Getty e il ministero dei Beni culturali, ha portato ad una serie di dimissioni: prime fra tutte quelle di Marion True, ex curatrice del Getty Museum, sotto processo a Roma per le accuse di esportazione illecita di beni archeologici, e quelle di Barbara Fleischman, in stretto rapporto con la curatrice True. Si tratta di un'impresa ardua - sottolinea D'Anna - ma una certa difficoltà da parte loro c'è, la presenza della delegazione suggerisce disponibilità a raggiungere un accordo, la battaglia continua, guai a mollare, vista anche l'attenzione a livello internazion ale. Nei prossimi giorni il consigliere regionale D'Anna spera di riuscire a portare a Fano il corrispondente del Los Angeles Time che si è mostrato molto interessato alla vicenda.