Il programma delle indagini contabili approvato dalla magistratura contabile per l'anno in corso. Nel 2006 i controlli della Corte dei conti sulla pubblica amministrazione andranno a 360. Sotto la lente della magistratura contabile è infatti previsto che tra le verifiche di quest'anno cadranno le più recenti operazioni di privatizzazione e la gestione degli incarichi di consulenza e studio alla luce delle restrizioni introdotte dalla Finanziaria 2005. Inoltre, ampio risalto sarà dato con opportune relazioni anche ai fenomeni di esternalizzazione dell'attività amministrativa, alla gestione del fondo dell'8 per mille da parte dello stato e ai rapporti fisco-contribuente visti secondo l'ottica dello statuto del contribuente (si veda box in pagina). Queste alcune delle ipotesi dei controlli che dovranno impegnare i magistrati contabili nel corso di quest'anno come previsto nella relazione n. 12006 del 25 gennaio scorso con cui le sezioni riunite della Corte dei conti hanno reso pubbliche le varie ipotesi di controllo sull'attività delle pubbliche amministrazioni, reperibile sul sito www.corteconti.it. Ipotesi di controllo che provengono dalle stesse sezioni riunite di cui alla delibera 342005. Privatizzazione imprese pubbliche. La Corte ha evidenziato che un'analisi in oggetto sarebbe rilevantissima sia alla luce del fatto che sinora nessuno studio è stato sinora condotto in merito e sia perché le cessioni di partecipazioni sono state consistenti', con una stima ulteriore intorno a oltre 50 miliardi sul valore delle principali partecipazioni ancora detenute dalle amministrazioni centrali. Si aggiunga che nei prossimi anni il governo riceverà una forte spinta ad accelerare le dismissioni, in quanto sottoposto a una pressione a causa della situazione, in cui ben poco ci si può attendere dal saldo primario ormai prossimo allo zero, affinché venga ridotto il rapporto debito pubblicopil che è tra i più elevati all'interno della Ue'. Per cui appare vitale per la Corte verificare i criteri e le procedure finora seguite e i risultati conseguiti al fine di rilevarne i vantaggi e gli svantaggi, anche in comparazione con le procedure attuate da altri paesi Ue e del G8. La gestione delle consulenze. Sulla scorta della documentazione trasmessa dalle amministrazioni dello stato alle sezioni riunite della Corte, in precisa ottemperanza alle disposizioni della Finanziaria 2005, la Corte procederà al controllo della gestione degli incarichi di consulenza e studio nelle amministrazioni dello stato ex art.1, commi 11 e 42 della legge n. 3112004. In particolare l'indagine sarà sviluppata attraverso riscontri incrociati e verifiche che abbiano attinenza alla completezza e alla coerenza dei dati esposti nei provvedimenti trasmessi e da queste arrivare a delle valutazioni definitive sul fenomeno, tenuto conto che il ricorso ingiustificato alle consulenze esterne, oltre a costituire motivo di danno erariale con contestuale deferimento alla competente procura contabile, risulta fonte di notevoli costi aggiuntivi per lo svolgimento di attività istituzionali. L'esternalizzazione della p.a. Oggi, rileva la Corte, in questo ambito si assiste a delle vere e proprie amministrazioni parallele'. Occorre pertanto dare impulso, con una relazione, al monitoraggio di questa tendenza espansiva di moduli gestionali alternativi all'organizzazione dell'amministrazione in collegamento al loro impatto sul bilancio dello stato. Quest'anno la prima amministrazione a essere controllata sarà il ministero dell'economia e delle finanze, in relazione alle società da questo possedute, sia interamente che per quota maggioritaria. I fondi dell'8 per mille. È con l'introduzione della legge n. 2221985 che dal 1990 una quota pari all'8 per mille dell'Irpef, liquidata sulla base delle dichiarazioni annuali, viene destinata in parte a scopi sociali o umanitari a diretta gestione statale o a scopi religiosi a diretta gestione delle varie confessioni. L'attività di controllo che si intende monitorare è ovviamente la pertinenza statale, le cui somme possono essere destinate per interventi straordinari quali calamità, la fame nel mondo, ovvero la conservazione dei beni culturali. Per effetto del dpr n.761998 è il presidente del consiglio dei ministri che ripartisce e assegna tali fondi, riferendo annualmente al parlamento sulla gestione dell'esercizio precedente e sullo stato di attuazione degli interventi già finanziati. Ebbene, segnala la Corte, anche se ridottasi, la gestione della quota dell'8 per mille è di assoluta rilevanza', in quanto in anni recenti sono emerse criticità nell'individuazione e nella gestione degli interventi da finanziare che spesso non sono risultati congruenti con le finalità della legge n. 22285, quando non sono rimasti solo che progetti senza ulteriori fasi realizzative'.
Corte dei conti, controlli a 360. Dal 2006 sotto la lente la gestione delle consulenze nelle p.a.
La Corte dei conti ha approvato un programma di indagini contabili per l'anno in corso. Tra le verifiche previste ci sono le operazioni di privatizzazione, la gestione delle consulenze e lo stato di attuazione degli interventi finanziati con i fondi dell'8 per mille. La Corte ha evidenziato che le cessioni di partecipazioni sono state consistenti e che il governo riceverà una forte spinta ad accelerare le dismissioni per ridurre il debito pubblico. La gestione delle consulenze sarà controllata per verificare se il ricorso alle consulenze esterne è ingiustificato e costoso. L'esternalizzazione della pubblica amministrazione è stata criticata e la Corte intende monitorare questo fenomeno.
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