Fondazione della cultura, fervono i preparativi e già si sussurrano i primi nomi per il consiglio di amministrazione e per la presidenza. L'idea, per ora predominante, rispetto a ipotesi a prevalente partecipazione politico-istituzionale, è quella di un cda di alto profilo, comunque affiancato da un comitato scientifico. Si parla allora del patron della Fiorentina nonché ideatore delle Tod's, Diego della Valle, di Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, di lacopo Mazzei, del professor Pier Luigi Sacco (che ha effettuato uno studio specifico sul possibile ruolo della fondazione). E per la presidenza si parla soprattutto di Lorenzo Bini Smaghi membro del comitato esecutivo della banca centrale europea. Dovrebbe poi essere sicura all'interno del consiglio la partecipazione del presidente dela Camera di Commercio, Luca Mantellassi, in rappresentanza di tutte le categorie economiche. Fra le ipotesi filtrate anche quella del professor Antonio Paolucci, attuale soprintendente al polo museale regionale nel comitato scientifico e la possibile assunzione ad interim dell'incarico di direttore generale dell'attuale direttore dell'assessorato alla cultura Giuseppe Gherpelli. C'è però da registrare anche una parziale doccia fredda (per quanto nota) da parte delle fondazione bancarie della Toscana che sul loro possibile ingresso in altre fondazioni hanno ribadito la loro posizione contraria. E' il giudizio espresso ieri in particolare da Edoardo Speranza presidente dell'Ente Cassa di Risparmio e da Marco Parlangeli direttore generale della Fondazione Mps, intervenuti al convegno «Le Fondazioni di origine bancaria della Toscana e i beni culturali» organizzato, tra gli altri, da Acri (associazione delle Casse di risparmio) e Cispel Confservizi. Secondo Speranza «Se noi entrassimo nella gestione o nel capitale di un museo insieme ad un istituzione pubblica (e il riferimento è al progetto di fondazione per la gestione dei musei lanciato dall'allora ministro alla cultura Giovanna Melandri) ne usciremmo con le ossa rotte". La risposta però si allarga anche ad altre realtà del territorio. «La stessa cosa vale ha aggiunto Speranza per quelle istituzioni terze come Firenze Mostre, Firenze Fiere, la Fondazione per la cultura o quella per la Ricerca dell'Università. Siamo aperti alla collaborazione, ai progetti, ma non alla gestione diretta o all'entrata nel capitale. Se altre fondazioni riterranno opportuno agire diversamente ben venga, gli enti sono tutte realtà autonome». Una posizione raccolta dal direttore per i beni e le attività culturali della Toscana Antonio Paolucci. «Ben vengano le collaborazioni ha detto - ma il Polo dei musei fiorentini è autonomo con un incasso annuo di 20 milioni di euro dalle biglietterie e oltre 5 milioni di visitatori». E sempre pre restare sul piano nazionale ha aggiunto: «La Fondazione Uffizi con dentro le fondazioni bancarie sarebbe un modo per paralizzare il sistema museale con una regia tecnico-politica in cui a prevalere sarebbe alla fine la parte politica». «La posizione delle fondazione bancarie è il commento del presidente della Camera di Commercio Luca Mantellassi sul possibile ingresso in altre fondazioni, come la nascitura Fondazione per la cultura, è da tempo nota. Ma questo non significa che non siano disposte ad erogare contributi su progetti che, di volta in volta, valuteranno».
Firenze. Cultura, un presidente per la Fondazione
La Fondazione per la cultura della Toscana sta per essere fondata e si stanno facendo i preparativi per il consiglio di amministrazione e la presidenza. Si parla di nomi come Diego della Valle, Franca Sozzani, Lacopo Mazzei e Pier Luigi Sacco per il consiglio, e Lorenzo Bini Smaghi per la presidenza. La fondazione potrebbe anche avere la partecipazione del presidente della Camera di Commercio, Luca Mantellassi. Tuttavia, le fondazione bancarie della Toscana hanno espresso una posizione contraria all'ingresso in altre fondazioni, affermando di non voler entrare nella gestione o nel capitale di musei o istituzioni pubbliche.
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