«II Museo dell'Inda deve restare tale e contribuire ad un progetto di rilancio dell'Inda che in questi anni, tra qualche contraddizione non ha avuto battute d'arresto né può registrarle adesso per la inadeguatezza culturale di qualcuno». Si è espresso in questi termini l'assessore regionale al turismo Fabio Granata che riferendosi ad un recente consiglio di amministrazione dell'Istituto nazionale del dramma antico, ha sottolineato «sembra che qualcuno abbia messo in dubbio la prosecuzione dell'attività del Museo, ritenendo che la sede storica restaurata con questa esclusiva finalità debba, più modestamente, ospitare gli uffici di rappresentanza». L'assessore Granata ha ricordato che il museo fu inaugurato «attraverso un restauro realizzato a tempo di record con finanziamenti interamente regionali con la mostra su Duilio Cambellotti. Dopo è arrivata quella su Medea e l'ultima, straordinaria su Gassman Zareschi. Il Museo dovrà essere adesso allestito in modo definitivo, "raccontando" attraverso i costumi, le scenografie, i plastici, le rassegne stampa, i video, la storia antica e nobile dell'Inda».