Lo scorso 24 gennaio presso la biblioteca dell'Osservatorio Parlamentare alla presenza di un numeroso e qualificato pubblico di giornalisti e politici, si è svolta la presentazione del testo di Riccardo Scarpa. E' intervenuto Nicola Bono sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali e l'editore Luciana Lucarini che ha moderato l'interessante dibattito sul tema. Il Codice Urbani - ha detto Nicola Bono, è una delle realizzazioni giuridiche più importanti del centro destra, e comprende tutta la legislazione relativa ai beni culturali e paesistici oltre alla normativa relativa, alla falsificazione e contraffazione di opere d'arte, inserita prima nel Testo Unico del 1999, ma la cui matrice è la famosa Legge Pieraccini, promulgata nel 1971 prima legge organica volta a proteggere il mercato dell'arte. La speranza per Riccardo Scarpa che intravede elementi positivi sul nuovo Codice, è che si legiferi al più presto sulle norme di attuazione per non ricadere nello stesso errore di dover utilizzare una legge come la 1089 del 1939, cosiddetta Legge Bottai, senza un regolamento di applicazione che allora non si realizzò, per l'intervento della guerra e la conseguente disgregazione del fascismo. Questa lacuna fu temporaneamente sopperita dal regolamento di applicazione del 1913, che si riferiva alla prima legge organica di tutela del 1909. Quanto è accaduto dall'ultimo dopoguerra ad oggi ha dato l'opportunità alle soprintendenze di interpretare con maggiore elasticità e discrezionalità la stessa normativa, con l'acquisizione di un potere assoluto che ha prodotto in Italia notevoli e gravi danni al nostro patrimonio artistico. Il Codice Urbani, in realtà, da quanto ha affermato l'On. Bono, restituisce al cittadino la possibilità di verificare ed ostacolare l'attività delle soprintendenze quando questa sia lesiva dei propri interessi e sia frutto di un potere discrezionale ed infondato. L'opera di Riccardo Scarpa, noto giurista e docente di sociologia presso l'Università di Roma, è un utile strumento di analisi sul vasto tema della tutela dei beni culturali, che da oltre un secolo ha aperto un dibattito anche politico, con soluzioni sempre precarie ed una normativa di non facile interpretazione ed applicazione. Purtroppo in una dimensione di mercato globale e comunque nell'ambito della Comunità Europea, una legislazione conservatrice, dove è maggiormente interdetta l'esportazione di opere d'arte e dove il mercato dell'arte è totalmente controllato da uno Stato, che può esercitare in ogni momento il diritto di prelazione ed in molti casi la requisizione dei beni, il Codice Urbani potrebbe contraddire lo spirito di apertura e scambio culturale, radice originaria della creazione dell'Europa unita.
Codice Urbani. Il corpo giuridico dei beni culturali e paesistici
Ieri, presso la biblioteca dell'Osservatorio Parlamentare, è stata presentata la presentazione del testo di Riccardo Scarpa. Nicola Bono, sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali, ha detto che il Codice Urbani è una delle realizzazioni giuridiche più importanti del centro destra. Il testo comprende tutta la legislazione relativa ai beni culturali e paesistici, oltre a normativa sulla falsificazione e contraffazione di opere d'arte. Bono spera che si legiferi al più presto sulle norme di attuazione per evitare errori passati.
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