Nuovi sigilli a Trinità dei Monti. Stavolta sotto sequestro è finito un pezzo del ristorante Ciampini, 300 metri cubi davanti a Villa Medici, con vista sul panorama di Roma, da Monte Mario all'Altare della Patria, passando perla cupola di San Pietro e il Palazzaccio. Ieri mattina, i vigili urbani del I gruppo insieme al loro comandante Angelo Giuliani e i funzionari dell'ufficio comunale antiabusivismo edilizio con il direttore Massimo Miglio sono entrati in azione attraversando discretamente il bar (il nucleo originario della costruzione) dove i clienti, soprattutto stranieri, stavano consumando ai tavoli, per entrare nella parte abusiva e vietarla all'accesso con un vistoso nastro giallo. Rimarranno cosi inutilizzati 16 tavoli da quattro persone ciascuno, già in funzione insieme alle stufe a forma di fungo e ai lampioncini stile vecchia Roma. Il sequestro è avvenuto al termine di un lavoro di osservazione e verifica partito dalla segnalazione di un lettore di Repubblica. Da dietro una rete verde, ancora in parte allestita, si è materializzato un nuovo spazio ristoro. Mercoledì scorso, quando i tecnici sono andati per un sopralluogo, lo hanno trovato chiuso da vetrate e infissi d'alluminio. «Una costruzione a tutti gli effetti - racconta Massimo Miglio - Solo che poi, concluso il sopralluogo, i gestori si sono affrettati a smontare le vetrate, che ora sono accatastate in fondo al ristorante. Ma noi abbiamo fotografato i perni ai quali erano agganciati gli infissi, per mostrare al magistrato che si tratta di un volume chiuso, dunque abusivo». Altro che struttura di arredo con tende avvolgibili, come aveva scritto nella dia, la dichiarazione inizio attività, nell'aprile 2005 l'autore dell'abuso. Le foto aeree fornite dal sistema Vista dimostrano poi che la costruzione non può essere sanata perché è stata realizzata dopo il 31 marzo 2003: la legge stabilisce invece che per presentare domanda di condono, l'edificazione deve essere precedente a questa data. L'abuso, inoltre, è sorto in una zona che il vigente piano regolatore sottopone al vincolo dell'immodificabìlità, perché zona A, cioè centro storico. Al sequestro seguirà la denuncia al magistrato, perché si tratta di un reato edilizio, che è perseguibile con sanzioni penali (arresto fino a due anni) e ammende (da 5.164 a 51.645 euro). Da parte sua, il" Comune stabilirà con una determinazione dirigenziale la demolizione dell'opera abusiva perché realizzata, spiega ancora Miglio, «in totale difformità delle norme vigenti» e il ripristino della situazione precedente. «Ci troviamo in un luogo d'eccellenza, intoccabile, eppure anche qui c'è chi prova ad aggirare le regole - dichiara Luca Odevaine, responsabile dell'ufficio Decoro urbano che ha coordinato l'operazione - Sempre nella stessa area, in via Margutta, siamo da poco intervenuti con due sequestri e una demolizione. Il messaggio è chiaro: la guardia è sempre alta e le regole vanno rispettate in tutta la città».