Pio Baldi, direttore ai Beni culturali: pochi soldi per cowemre queste opere. Per questi edifîci si applicherà la legge sul diritto d'autore. Si cercano fondi e sponsor privati «Felice quel periodo in cui non esistevano gli architetti». Chissà perché Seneca, in una lettera a Lucilio, se l'è presa con chi ha poi tramandato nei secoli tante grandiose testimonianze della civiltà romana. I tempi sono per fortuna cambiati e l'architettura è da parecchio tempo considerata una vera e propria arte. «Bene ha fatto il Carrière a lanciare, nei giorni scorsi, il tema della difesa dell'architettura contemporanea in tanti casi lasciata nell'abbandono dice Pio Baldi, direttore générale del ministero dei Beni culturali .Le opère realizzate oltre 50 anni fa dovrebbero essere tutelate dal Testo Unico varato nei 1999 ma la scarsità delle risorse finanziarie ne pregiudica l'azione protettiva». Gli edifici «d'autore» costruiti nell'ultimo mezzo secolo restano dunque senza tutela? «Il nostro dipartimento (Darc, ndr) si è assunto il compito dice Baldi di difendere anche l'architettura più récente, che data dal 1953. Con la collaborazione di Piero Ostilio Rossi, che guida la sezione «progettazione architettonica urbana» della Sapienza, abbiamo stilato una lista dei primi cento edifici da proteggere nella Capitale: si tratta di esempi di "buona architettura" che meritano la qualifica di munumento. Sono opère di autore come Quaroni, Ridolfi, Montuori, Aymonino, Libera, De Renzi, Valle, Anselmi, Manfredi Nieoletti, Cellini e tanti altri». Nell'elenco c'è anche una piccola casa di Carlo Scarpa, nascosta in un giardino suUa via Salaria: e la ricerca dei «top 100» ha anche il merito di averla individuata. I criteri seguiti per stilare la classifica riguardano lo spirito innovativo delle opere, il prestigio degli architetti, la qualità degli edifici. L'impegno dei Dipartimento per l'architettura e d'arte contemporanea dei ministero sta ora nell'applicare la Legge sul diritto d'autore in caso di ristrutturazione, manutenzione o restauro di un edificio: cosi il progettista sarà chiamato a sovrintendere i lavori evitando il pericolo di manomissioni. «Nel caso che l'autore sia scomparso spiega Pio Baldi potrà essere questo Dipartimento a curare gli interventi in cambio di un contributo alle spese di cantiere. È un incentive che speriamo venga accolto. Il disegno di legge sulla qualità architettonica che ha predisposto l'Ufficio législative dei ministero lo prevede, e contiamo sul successo di questa linea di "salvaguardia incentivata"». Per dare gambe a una tale iniziativa ci vorrebbero «almeno 5 milioni di euro l'anno», da raccogliere con fondi statali, sponsor e Campidoglîo. «Roma è torse la città con la maggiore densità di monumenti contemporanei spiega Margherita Guccione, della sezione architettura dei Darc. Spesso casi di buona architettura hanno prodotto il miglioramento della qualità urbanistica dei contesti di appartenenza, talora degradati». Baldi nota che «nella marmellata indistinta di pessima edilizia anche abusiva delle periferie, ci sono veri gioielli architettonici. Ma occorre costruire un vasto consenso sulla difesa delle opere contemporanee. Cosi spostiamo avanti la frontiera della protezione, tutelando il futuro dell'architettura». Baldi non intende lanciare «né denunce né appelli»: «Proponiamo invece un comune impegno tra istituzioni e soggetti diversi, compresi i privati». Intanto, è in programma dl fissare su ogni edificio da tutelare una targa in cui si indicano le «generalità» dell'opera: anno di nascita, paternità, committenza. Qualcosa che ricorda «Attenzione: bimbo a bordo» fissato sui vetri delle automobili. Speriamo che funzioni.