Nei prossi giorni verrà insediata una commissione stabile che verrà impegnata sul posto per verificare come portare avanti i lavori Primo sopralluogo degli esperti e dei tecnici della Regione: si cerca la verità sul cedimento Dalle 11 alle 14. Tre ore intorno alle mura per trovare un perché a quel crollo improvviso e capire quali siano ora le priorità in agenda per evitare che si possa verificare un episodio analogo in un altro tratto della cinta. Tanto è durato ieri ad Amelia il primo sopralluogo del vertice interistituzionale a cui hanno preso parte i tecnici della Regione Umbria, gli esperti della Soprintendenza e il Comune di Amelia. Incontro che proseguirà anche oggi e che porterà all'istituzione di una commissione di lavoro stabile, impegnata quotidianamente sul posto «per approfondire quello che in parte già si sa - ha riferito il dirigente della Regione Umbria, Luciano Tortoioli - ovvero conoscere in modo più dettagliato le condizioni del muro e intervenire con indagini di tipo geologico e geotecnico». Da questa prima perizia «quello che emerge con sempre più sicurezza -dicono dal Comune di Amelia- è che il crollo sia stato provocato da uno scivolamento delle mura poligonali e non da uno "spanciamento" come era stato ipotizzato da qualcuno in un primo momento». Avendo ceduto, i grandi blocchi di pietra si sarebbero portati dietro le altre pietre fino al crollo completo. Ma ad emergere da queste prime valutazioni è stata anche un'altra novità. Le "mura ciclopiche" non sarebbero composte di un unico corpo, ma da due paramenti paralleli riempiti poi da altrettante pietre. «Un dato che -dice sempre Tortoioli- ci permette di capire su quale direzione intervenire. Il primo obiettivo è ora quello di capire quale sia la condizione del muro interno». Il summit proseguirà anche oggi. Poi la giunta comunale di Amelia riferirà su quanto emerso dal vertice nel corso del consiglio comunale previsto per il primo pomeriggio. Già all'opera anche la commissione paritetica istituita in Comune e l'esperto, nominato sempre dal Municipio, per offrire una consulenza tecnica. Si tratta del geologo Odoardo Girotti, docente di Geologia presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Il gruppo di lavoro, che si insedierà dunque da qui a breve avrà il compito, oltre che di valutare lo stato di salute dell'intera cinta, anche quello di tracciare le linee guida della ricostruzione. Che appare fin da ora lunga e ancora più difficile del previsto senza finanziamenti a disposizione. Per questo il Comune di Amelia continua a battere cassa e a chiedere soldi da destinare alle operazioni necessarie al recupero. «Da una settimana le mura sono state oggetto di incontri, visite e impegni, ma la nostra preoccupazione - temono gli amerini- è quella che, spenti i riflettori, tutti dimentichino». Intanto su di loro gravano i primi effetti del dopo crollo. La strada interrotta è infatti quella che conduce all'ospedale. Adesso, per raggiungere il nosocomio, è necessario percorrere una via alternativa, stretta e di non facile accessibilità. Non accennano a diminuire invece le polemiche. L'Udc di Amelia ha scritto al Ministro dei Beni Culturali, Rocco Bottiglione «per chiedergli di aprire una commissione d'inchiesta finalizzata a far piena luce su quanto accaduto». Intanto la Procura della Repubblica ha aperto, come prassi, un fascicolo con un'ipotesi di reato precisa "Danneggiamento colposo di bene sottoposto a vincolo di interesse storico".
Superperizia sul crollo delle mura di Amelia
Una commissione stabile verrà istituita per verificare come portare avanti i lavori di recupero delle mura ciclopiche di Amelia. La commissione sarà impegnata quotidianamente sul posto per approfondire le indagini e capire le condizioni del muro. Il crollo delle mura è stato causato da uno scivolamento delle pietre, non da uno "spanciamento". Le mura non sono composte da un unico corpo, ma da due paramenti paralleli riempiti da pietre. Il primo obiettivo è quello di capire la condizione del muro interno. La commissione paritetica istituita nel Comune di Amelia sarà anche responsabile di tracciare le linee guida della ricostruzione. La ricostruzione appare lunga e difficile senza finanziamenti.
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