Quattromila operai impegnati per dieci anni e un investimento di 11 miliardi di euro per sollevare di almeno due metri una città tanto intoccabile quanto spaventata dall'incubo dell'acqua alta: Venezia. È il progetto più suggestivo che sia mai apparso in laguna: a proporlo è la Soles di Forlì. Sul tavolo del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ci sono da qualche mese disegni, ipotesi, valutazioni d'impatto e un'agenda fitta di riunioni. Certo, 11 miliardi per sollevare 5,5 chilometri quadrati di superficie sembrano tanti: il doppio rispetto al progetto Mose, le dighe mobili alle bocche di porto che proprio in questi giorni rischiano lo stop per le direttive ambientali della Ue. Ma è un investimento ampiamente coperto dall'aumento di valore del patrimonio immobiliare della città, assicurano alla Soles. Sollevando Venezia di due metri, non solo si risolverà il problema dell'acqua alta, ma soprattutto si recupereranno i piani terra e gli scantinati, oggi inutilizzati perché invivibili. MARTINETTI D'ORO 250 5,5 tonnellate km IL PESO CHE PUÒ ESSERE SOSTENUTO DA OGNI PALO, DEL DIAMETRO COMPRESO FRA 30 E 60 CENTIMETRI. LA SUPERFICIE SULLA QUALE SAREBBE NECESSARIO INTERVENIRE CON LA TECNICA DELLA SOLES. La nostra proposta è di fare un modulo da mille metri a titolo sperimentale ROBERTO ZAGO a.d. Soles PRIVATI INTERESSATI. Poiché il costo del sollevamento di un immobile è di circa 2 mila euro a metro quadrato (un quarto della valutazione media di mercato per quel che riguarda il mattone di Venezia), il progetto interessa parecchio ai privati. La tecnica brevettata dalla Soles, 100 dipendenti, che fa parte del gruppo padovano Solfin, è semplice. La spiega l'amministratore delegato, Roberto Zago: «Si crea una platea, una sorta di vassoio sotto ogni edificio, si infiggono poi a pressione dei pali in ferro di calcestruzzo. Ogni palo, del diametro fra 30 e 60 centimetri, può sostenere da 50 a 250 tonnellate di peso. Consolidata la base, alla testa di ogni palo vengono applicati dei martinetti sui quali si esercita la forza per il sollevamento dell'edificio». Zago ha illustrato il progetto al ministero dei Lavori pubblici, poi al sindaco e alla commissione di esperti del Comune di Venezia. «La città potrebbe essere divisa in moduli da mille metri quadrati» aggiunge. «Fame uno a titolo sperimentale è la nostra proposta immediata». La Soles, da quando ha brevettato i suoi pali, ha già alzato campanili, abitazioni, più di 400 serbatoi pensili, stazioni, ponti e cavalcavia. Tra gli interventi più spettacolari, il sollevamento del cavalcaferrovia San Lorenzo, a Trento, con un peso superiore alle 1.800 tonnellate, rialzato di due metri senza interrompere la circolazione ferroviaria. Altri sollevamenti già realizzati riguardano la pensilina dell'area passeggeri della stazione di Trento, un'abitazione a Sant'Agata Feltria, inclinata di oltre un metro e, nell'agosto scorso, sull'autostrada Al, nel tratto tra Bologna e Modena, la costruzione di un cavalcavia senza interruzioni di traffico.