Pomeriggio bresciano per il ministro dei beni culturali. Rocco Bulligliflne ha voluto la mostra «Principe ed eroe» in palazzo Martinengo e ieri è venuto a vederla. Ma la sua agenda fitta di impegni non gli ha permesso di visitare Santa Giulia e le sue «Grandi mostre». Ha incontrato, però, la stampa, per una carrellata a tutto campo sull'attualità, dalla campagna elettorale all'ipotesi di spostamento della data elettorale, dai Pacs alla legge sull'aborto. Tutto condito dall'invito ad «abbassare i toni», a parlare di programmi ed evitare la «politica urlata». Le elezioni, ad ogni modo sono tema obbligato, e in vista del 9 aprile Buttiglione assicura che non nutre alcun dubbio sulla rielezione dei due parlamentari Udc bresciani, Riccardo Conti e Luigi Maninetti. Quali che siano gli effetti della nuova legge elettorale, «sono due uomini molto validi - dice -, c'è bisogno di loro e troveremo sicuramente il modo di valorizzarli». Da ministro dei Beni culturali non si dice sorpreso più di tanto della «nuova» Brescia città d'arte. «Nel mio mondo Brescia è da sempre conosciuta come centro di cultura, città della Morcellia-na, di monsignor Enzo Giammancheri..., e credo che tenga fede a questo suo carattere, che riconosce cultura e impresa sotto lo stesso segno di una fede cristiana diffusa, e rimane modello d'interazione pubblicoprivato da estendere anche in altri contesti». Ma la politica preme, e se la questione del momento e ancora la data delle politiche di primavera («sempre che oggi non sia venuto fuori qualche altro problema, tanto si accavallano», ironizza).Bui-tielione dice subito che «il 9 aprile va bene e non mi sembra il caso di spostare niente». Tuttavìa, «è legittima la domanda di allungare i lavori parlamentari di altre due settimane, visto che ci sono diversi provvedimenti da approvare». Che, tra l'altro, riguardano anche il suo ministero. E lui lo da quasi per fatto. «Si sta delineando un accordo ampio tra le forze politiche - dice - per consentire le due settimane di lavoro in più, in conformità con la lettera e lo spirito della Costituzione. Noi ci atteniamo a questo, e invitiamo tutti a non toccare la data delle elezioni». Ma altri temi gli stanno a cuore, e Buttiglione non aspetta le sollecitazioni dei giornalisti per invitare tutti a meditare sulle parole di Benedetto XVI e del cardinal Ruini in tema di famiglia. «Riportano al tema della sessualità - osserva -, che è la guida più efficace data ali uomo per imparare l'amore, e invitano a non scuotere le coscienze del popolo su questo tema fondamentale». E il tema - sottolinea Buttiglione - non sono i diritti degli omosessuali, bensì «veder proporre con parità di evidenza pubblica lo stile di vita omosessuale e della famiglia tradizionale, mentre la stessa Costituzione dichiara che lo Stato riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio». Il ministro spende gualche parola sui «toni» di una campagna elettorale che si annuncia accesa, per dire che «non ci ritroviamo con Prodi e Berlu-sconi in battaglia con le armi dei processi vecchi, celebrati anni fa». Anzi, «bisognerebbe inventare un apparecchio che elimini i rumori di fondo anche dal dibattito politico, per poter parlare di cose concrete». E per stare al concreto, «la legge Biagi è buona - sottolinea - perché permette di creare nuovi posti di lavoro, ma bisogna renderli più stabili». I prezzi delle case sono troppo alti e «bloccare gli sfratti può servire ma non basta» Quanto alla legge 174 iI ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione ha incontrato la stampa per una carrellata a tutto campo sull'attualità, dalla campagna elettorale all'ipotesi di spostamento della data elettorale, dai Pacs alla legge sull'aborto sull'aborto, tornata a tema d'attualità anch'essa, Buttiglione ripete che l'Udc non pensa di cambiarla, tanto «non c'è la maggioranza nel popolo, e se anche ci fosse sarei titubante a difendere il bambino contro la madre». Il problema, invece, «è attuare di quella legge ciò che non è mai stato attuato». Il termine della questione - spiega - è che secondo la legge la decisione della madre di interrompere la gravidanza prevale sul bambino, ma ciò significa che il bambino esiste... e allora si capisce pure Pan-nella quando dice che la 194 gli va bene perché non è mai stata applicata nella prima parte, e nel caso di applicazione integrale non gli starebbe più tanto bene». Tra gli impegni bresciani, oltre alla visita alla mostra «Principe ed eroe», l'intervento auinconiro organizzato dal Centro missionario saveriano nella chiesta di San Cristo sul tema «Promozione della vita e difesa della famiglia, fondamenti di un nuovo umanesimo cristiano in Europa». E poi gli incontri con il sindaco Paolo Corsini in Loggia e il presidente della Provincia Alberto Cavalli in Broletto.
Buttiglione nella Brescia della cultura
Il ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione ha visitato la mostra Principe ed eroe al palazzo Martinengo a Brescia. Ha incontrato la stampa per discutere di attualità, come la campagna elettorale, la legge sull'aborto e la legge Biagi. Buttiglione ha affermato che l'Udc non pensa di cambiare la legge sull'aborto e che il problema è attuare la legge. Ha anche invitato a meditare sul tema della famiglia e sulla sessualità. Il ministro ha anche parlato della legge Biagi e ha affermato che bisogna renderli più stabili. Ha anche incontrato il sindaco Paolo Corsini e il presidente della Provincia Alberto Cavalli.
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