Mentre il Maggio fiorentino taglia due opere dal cartellone del festival a causa dei pesanti tagli al Fus (Fondo unico per lo spettacolo), anche al Teatro Comunale di Bologna c'è aria di tempesta: il disavanzo è di 7,2 milioni di euro e il pericolo che si taglino due grandi opere previste in autunno è forte anche nel capoluogo emiliano. In questo clima cresce maggiormente la preoccupazione per lo stato del teatro bolognese, dopo che il sovrintendente Stefano Mazzonis ha comunicato di lasciarne la guida a luglio, allo scadere del suo mandato (mentre peraltro tutto fa pensare che il sindaco Cofferati lo avrebbe riconfermato). Mazzonis volerà all'Opera Royal de Wallonie- Liegi dove troverà un'atmosfera migliore. «Il clima dell'Italia berlusconiana è sempre meno favorevole alle istituzioni culturali», si legge ne «La Libre Belgique» che ha ricostruito la vicenda di Mazzonis. Il sovrintendente bolognese, che insieme al direttore d'orchestra Daniele Gatti, ha contribuito a far circolare il nome del Comunale di Bologna all'estero, non dovrà più lottare con i tagli e con il sistema italiano. «Quando si sono aperte le candidature, la scorsa estate, non si sapeva ancora dei tagli che poi sono arrivati. Certo è che all'estero si lavora in un altro modo - dice Mazzonis - si fanno programmi triennali, le risorse sono stabilite per tempo e si sa con cosa si deve lavorare. In Italia si conoscono le cifre quando le programmazioni sono già state fatte. Come dice Cofferati "mancano le certezze" oltre che le risorse».