BOLOGNA Quanti mostri urbanistici da abbattere ci sono in EmiliaRomagna? Parecchi. Qualche escmpio? C'è il «Bologna 2» a Calderara di Reno («Una cosa inorridisce Pier Antonio Rivola, assessore regionale alla Casa e padre della legge 16 che nessuno, con il minimo buon senso, avrebbe mai dovuto autorizzare»), c'è il «pollaio» a tre piani di Castelnuovo ne' Monti (Reggio Emilia), e pure il serbato ex Seabo al fianco della Basilica di San Luca, sui colli bolognesi. O l'edificio a cinque piani di Sassuolo che nasconde quel gioiello del palazzo Ducale. E l'elenco potrebbe continuare a lungo... Tutti edifici «incongrui» che potrebbero essere abbattuti o riqualificati già a partire dal 2004. Il punto della situazione, con tanto di book fotografico su alcuni dei «mostri» presenti in Regione, è stato fatto ieri durante la presentazione della «V settimana della cultura», in programma dal 5 all'11 maggio. La possibilità di passare un colpo di spugna su quelle strutture che «ledono l'identità storica, paesaggistica o culturale di un luogo» è data dalla legge regionale sul recupero degli edifici storico artistici e la promozione della qualità architettonica e paesaggistica del territorio . «Alcuni edifici spiega Rivola sono oggettivamente stridenti con ciò che sta attorno. Oppure presentano una situazione di insicurezza, come il Bologna 2. In questo caso, in realtà, esiste già un progetto finanziato dalla Regione (quasi f milioni il budget) che prevede lo «spezzettamento» del palazzone. Aggiunge Rivola: «E poi ci metteremo anche poliziotti e carabinieri» per cercare di risolvere i problema dell'ordine pubblico». Ma non ci sono solo brutture. La legge si preoccupa anche di mettere in risalto le opere di maggior interesse architettonico presenti in Emilia Romagna. F' in corso, infatti, un censimento (la 'conta fotografïca' è affidata all'associazione 'Linea di confine per la foto grafia contemporanea di Rubiera), iniziato in gennaio e che sarà concluso entro luglio, per catalogare le «bellezze» regionali (solo a Bologna ne sono siatc individuate 150). Proprio alla legge del 2002 sono dedicati una serie di incontri organizzati dall'assessorato nell'ambito della V settimana della cultura II programma che va dal 5 all'11 maggio, però, prevede anche altre iniziative promosse dal Ministero per i Beni e le attività culturali. «Ci sono al cuni punti di riferimento che ci hanno ispirato per organizzare la manifesta zione spiega il soprintendente ai Beni e attività culturali, Elio Gaivillo innanzitutto la valorizzazione dell'architettura contemporanea, quella in cui ci muoviamo. Un mondo nella realtà dei fatti, per troppo tempo trattato solo dagli addetti ai lavori e sconosciuto al comune cittadino. E' arrivato il momento di aiutare la gente a conoscere, studiare e capire l'architettura contemporanea». Garzillo sottolinea con soddisfazione il rapporto organico tra Stato Regione e Enti locali, l'integrazione che in Emilia Romagna si è venuta a creare: «Qualcosa che è molto più della collaborazione, un servizio, Siamo tutt'uno e lo saremo sempre di più». Accanto a lui, l'assessore Rivola gongola. La Soprintendenza régionale, inoltre, non dimentica che il 2003 è l'anno dei disabili: «Per questo abbiamo organizzato visite guidate per non udenti e non vedenti». La settimana della cultura sarà anche l'occasione per inaugurare due nuovi musei: quello archeologico a Rimini («Molto bello», assicura Garzillo) e quello dell'Osservanza («Particolarmente intrigante») a Bologna.