Borgna: «Entro due anni la prima parte dei musei del Foro» «Il lavoro di scavo nei Fori è iniziato più di 10 anni fa e con gli oggetti recuperati vogliamo realizzare il museo dei Fori Imperiali. Il primo nucleo dovrebbe essere il Foro e il mercato di Traiano, i lavori di restauro sono iniziati già da un anno ed entro due anni dovrebbe aprire». Lo ha dichiarato l'assessore alle politiche culturali del Comune di Roma Gianni Borgna a margine della cerimonia organizzata dal Campidoglio per i 90 anni di Amoldo Foà. «Gli scavi nei Fori - ha spiegato Borgna - ci hanno portato dei ritrovamenti importanti. L'ultimo è stato quello che ha portato alla luce la tomba protostorica nel foro di Cesare. È un ritrovamento eccezionale perché risale ad un'epoca antecedente alla nascita di Roma, - ha aggiunto - ma non è l'unico né l'ultimo. L'obiettivo finale sarà esporre tutti gli oggetti ritrovati nel museo dei Fori». Già qualche giorno fa l'assessore aveva espresso le sue convinzioni in merito ai tesori archeologici che Roma sta restituendo, dicendo che il ritrovamento della toma non era «avvenuto per caso». Borgna: «Entro due anni la prima parte dei musei del Foro» «Il lavoro di scavo nei Fori è iniziato più di 10 anni fa e con gli oggetti recuperati vogliamo realizzare il museo dei Fori Imperiali. Il primo nucleo dovrebbe essere il Foro e il mercato di Traiano, i lavori di restauro sono iniziati già da un anno ed entro due anni dovrebbe aprire». Lo ha dichiarato l'assessore alle politiche culturali del Comune di Roma Gianni Borgna a margine della cerimonia organizzata dal Campidoglio per i 90 anni di Amoldo Foà. «Gli scavi nei Fori - ha spiegato Borgna - ci hanno portato dei ritrovamenti importanti. L'ultimo è stato quello che ha portato alla luce la tomba protostorica nel foro di Cesare. È un ritrovamento eccezionale perché risale ad un'epoca antecedente alla nascita di Roma, - ha aggiunto - ma non è l'unico né l'ultimo. L'obiettivo finale sarà esporre tutti gli oggetti ritrovati nel museo dei Fori». Già qualche giorno fa l'assessore aveva espresso le sue convinzioni in merito ai tesori archeologici che Roma sta restituendo, dicendo che il ritrovamento della toma non era «avvenuto per caso».