Ercolano. Una sinergia istituzionale per il futuro di villa Signorini, il complesso che - stando agli annunci immobiliari del tribunale di Napoli - verrà venduto all'asta il 31 marzo. Lo annuncia il sindaco Nino Daniele che ieri ha incontrato il prefetto Renato Profili. «Presto sarà organizzata una riunione tra prefettura, comune, regione, ente ville vesuviane, soprintendenza e ministero - annuncia il primo cittadino - per discutere della villa e provare a far valere il diritto di prelazione dello stato. Il prefetto Profili ha garantito di seguire la questione personalmente dal momento che è stata fissata una vendita all'asta e bisognerà avere garanzie sulla futura proprietà». E le reazioni non mancano. «La Provincia di Napoli - spiega Capogruppo dei Ds, Ciro Caccioladi - di concerto con gli altri Enti pubblici competenti, valuti tutte le possibilità perché su Villa Signorini ad Ercolano venga evitata ogni speculazione». La vendita all'incanto di villa Signorini è stata fissata proprio nel periodo in cui in città è prevista l'inaugurazione di un'altra dimora settecentesca trasformata in un lussuoso albergo, villa Aprile. Sull'importanza della valorizzazione dei complessi storico-architettonici ormai recuperati si esprime anche Angelo Pica, ex presidente e attuale amministratore delegato del Patto territoriale del Miglio d'oro. «Bisogna che le ville vesuviane trasformate in risorse produttive e in luoghi aperti alla cittadinanza restino tali perché fanno parte ormai di un sistema turistico molto importante per la città che comprende villa Ruggiero, villa Campolieto, il parco sul mare di villa Favorita e le stesse villa Aprile e villa Signorini, che sono però di proprietà privata. Si tratta - spiega Pica - di edifici recuperati da enti pubblici o da privati che incentivano l'economia cittadina e innalzano i livelli di occupazione». È il pensiero dell'ex presidente del Patto, che ha seguito da vicino l'iter che ha portato alla realizzazione del Park Hotel Miglio d'oro, la struttura ricettiva che sorge in quella che era villa Aprile e ha beneficiato per il suo recupero di un finanziamento pubblico di 5 milioni di euro, oltre agli 11 milioni di euro dei proprietari, il gruppo Ferlaino-Pagliari. Dopo villa Signorini è villa Aprile l'edificio vesuviano acquistato da privati e trasformato in un complesso ricettivo della città. L'edificio rilevato dalla Cadipa, la società la cui maggioranza è del gruppo di Corrado Ferlaino, ospiterà una beauty farm, quaranta camere, otto suite e sale congressi circondate da un parco monumentale che sarà aperto al pubblico in alcuni giorni. L'albergo è senz'altro il simbolo nell'area vesuviana del recupero funzionale di un edificio storico grazie a finanziamenti pubblici e privati.