Un viaggio fuori degli schemi consueti, alla ricerca di realtà piccole e poco pubblicizzate, e tuttavia non prive d'incanto. Poche, essenziali parole, per dare l'idea di cosa racchiuda in oltre duecento pagine il volume Puglia. Borghi da riscoprire, pubblicato da Adda editore. Curata da Raffaele Nigro, con piccole monografie di Vito Bianchi, Luisa Derosa e Stefania Mola e le splendide foto di Nicola Amato e Sergio Leonardi, l'opera è il seguito ideale del precedente Puglia. Città d'arte degli stessi autori. Che «il viaggio per vie desuete sia il principio della scoperta» non manca di ricordarlo lo stesso Nigro, introducendo ancora una volta un percorso d'arte, di urbanistica, di cultura e rapporti ambientali in un volume dal taglio trasversale, curioso e minimalista. Secoli di storia, civiltà, cultura e tradizione, raccontati attraverso realtà 'minori', ma solo nel senso 'dimensionale', maggiormente prossime a quella 'misura d'uomo' che garantisce la sopravvivenza del dato umano e monumentale e custodisce nella tradizione il senso più autentico di 'comunità'. «Piccolo è bello» scrive Nigro, dolendosi di non riuscire a contagiare il convincimento che anche nel posto più minuscolo della terra ci si possa inventare una vita gradevole. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani, spesso in fuga 'dall'orrido posto in cui sono nati' per inseguire 'realtà metropolitane in grado di stravolgerli e consegnarli al sogno borghese, industriale e post moderno'. Eppure i centri minori, solo da qualche stagione valorizzati dall'associazione 'Piccoli comuni d'Italia', hanno le loro bellezze e la loro dignità. «Ogni Rio Bo - rileva - ha il suo campanile, spesso di importanza e fattura strabilianti. Come quello di Soleto, che la tradizione popolare vuole edificato da Giovan Battista Tafuri in una notte, con l'aiuto del diavolo. Strano sincretismo popolare che riunisce la filosofia naturalistica ed esoterica del maestro rinascimentale salentino e un realismo magico che ha sempre accompagnato la mitologia cattolica». E così nel viaggio ideale fra i luoghi insoliti della Puglia, lo scrittore racconta di piccoli ma numerosi paesi, nella Murgia come nel Salento e nel Gargano, che, importanti all'epoca feudale, oggi affidano a castelli, chiese e monumenti il racconto del glorioso passato. «La Bovino dei Guevara - osserva - fu certamente importante quanto la Bari sforzesca; e città come Trani, Otranto e Barletta furono persino più importanti di tanti capoluoghi attuali». Brigantaggio, invasioni bellicose, antiche faide, ma anche disastri naturali hanno svuotato di abitanti e di importanza strategico-politica tanti centri che, tuttavia, ancora oggi custodiscono bellezze architettoniche da cui traggono nobiltà e imponenza. «Non penso - scrive Nigro - a centri come Lucera, Gallipoli, Martina, Ostuni o a paesi come Conversano, Carovigno, Copertino, Oria, Francavilla, Locorotondo, Grottaglie, Tricase. Penso a centri minori che conservano, come l'ostrica del Pacifico, la perla architettonica o pittorica, o la memoria di una presenza intellettuale: come Soleto, Lucugnano, Rodi, Laterza, Deliceto, Sant'Agata, Melpignano». Nigro non fa nulla per nascondere una struggente nostalgia: «È così bello - conclude - passeggiare di sera fra i vicoli dei centri storici, sentire l'eco dei passi, veder sparire e ricomparire la luna fra i tetti e i balconi delle viuzze. È entusiasmante visitare i castelli del Subappennino, dalla Orsara dei cavalieri di Calatrava alla Bovino dei Guevara, dalla Rocchetta dei D'Aquino al Castelfiorentino di Federico II; fino alle cattedrali romaniche della Puglia peuceta, alle chiese barocche del Gargano e del Salento, alle dimore gentilizie sparse un po' ovunque».
Bari - Puglia, quando piccolo è bello ecco i borghi a misura d'uomo
Il libro "Puglia. Borghi da riscoprire" è curato da Raffaele Nigro e presenta una selezione di piccoli borghi e centri minori della Puglia. L'opera è il seguito del precedente "Puglia. Città d'arte" e offre un viaggio attraverso la regione, scoprendo realtà'minori' ma autentiche e significative. Nigro racconta di paesi come Soleto, Lucugnano e Rodi, che conservano bellezze architettoniche e ricordi di una presenza intellettuale. Il libro è un invito a visitare i centri minori della Puglia, che offrono una esperienza unica e autentica.
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