BARI - A Bari ne parlano tutti, lo sanno in molti, ma niente ufficialità. La vicenda della vendita della Chiesa Russa al Patriarcato moscovita di Alessio Secondo è tema che merita il massimo della discrezione. Così, benché le diplomazie vaticane e quella del patriarcato di Mosca da mesi lavorino attorno al progetto, si sa solo che la trattativa c'è e va avanti. «C'è un dialogo con i russi si lascia scappare un dirigente del comune di Bari ma siamo alle prime battute. Probabile, ma nei prossimi giorni il sindaco del capoluogo pugliese Michele Emiliano si recherà a Mosca, probabilmente insieme all'Arcivescovo di Bari Monsignor Francesco Cacucci. Nella capitale russa è previsto un incontro, al momento confermato, con il presidente Vladimir Putin. Un fatto che conferma quanto l'acquisto della Chiesa Russa non sia solo un fatto religioso. È una storia antica quella che lega la Puglia alla Russia. Bari in particolare conserva le spoglie di San Nicola, santo molto venerato in Russia, ed è anche la città dove c'è la chiesa che il Patriarcato vuole acquistare. Non è la prima volta che vengono intavolate trattative, ma stavolta è possibile che un accordo si trovi. Già nel 1998 una delegazione barese guidata dall'allora sindaco Simeone Di Cagno Abbrescia e dalle autorità ecclesiastiche baresi si recò a Mosca per firmare un protocollo d'intesa con la Chiesa Ortodossa Russa di Alessio Secondo sull'uso della chiesa di Bari. Che rimane proprietà del Comune di Bari ma il cui uso viene concesso alla Chiesa Ortodossa che nella città pugliese conta 100 fedeli e un Pope, Vladimir Kuciumov, che per l'avvio delle trattative si è dato molto da fare. Il progetto degli amministratori comunali baresi, però, va oltre la cessione della chiesa. E i russi in questa prima parte di trattative non hanno nascosto la volontà di investire sul territorio barese, per esempio acquistando l'area sul quale sorge lo stadio San Nicola che il comune vuole trasformare in cittadella del tempo libero e cedere ai privati. C'è poi la Basilica di San Nicola, visitata ogni anno da milioni di fedeli, anche russi, interessati alle spoglie del santo patrono. Le basi perché l'affare turistico-religioso e politico si faccia ci sono tutte. Una prima risposta arriverà a Bari dopo la visita a Mosca del sindaco Emiliano. La costruzione della Chiesa russa di Bari prese avvio nel 1913. A volerla fu la Società Imperiale Ortodossa di Palestina, con sede a San Pietroburgo. Due anni prima lo Zar Nicola II approvò il progetto dell'architetto Wselovod Subbotini e donò 10 mila rubli per la costruzione del complesso. Con l'ultimazione dell'opera, Bari diventò per i russi, dopo Gerusalemme e Roma, meta di pellegrinaggi. Addirittura, si racconta che nel 1913 un emissario russo chiese di acquistare parti delle spoglie di San Nicola. Gli storici sostengono che dietro quell'emissario ci fosse proprio Nicola Secondo Zar di tutte le Russie. Ma il Vaticano si oppose. Altri tempi.
Quella chiesa di Bari nelle mire di Mosca
Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, si recherà a Mosca per incontrare il presidente Putin e discutere la vendita della Chiesa Russa al Patriarcato moscovita. La trattativa è stata in corso per mesi e il progetto include la cessione della chiesa di Bari, la Basilica di San Nicola e l'acquisto dell'area sullo stadio San Nicola. La costruzione della Chiesa russa di Bari prese avvio nel 1913 e Bari è stata meta di pellegrinaggi russi dopo Gerusalemme e Roma. Il Vaticano si oppose all'acquisto delle spoglie di San Nicola, ma la trattativa è stata ripresa nel 1998 con un protocollo d'intesa tra la Chiesa Ortodossa Russa e il Comune di Bari.
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