Dal Sacro Monte di Varallo alla Reggia di Portici, ecco alcuni dei principali luoghi e monumenti in stato di abbandono: In Italia esistono circa 3 mila 500 musei; 110 mila fra chiese, oratori, abbazie, 80 mila dimore storiche (più della metà in mano a privati), 3 mila castelli, un numero imprecisato di siti archeologici, senza contare le mura, le strade e gli edifici dei centri storici, essi stessi manufatti di pregio, e i milioni di oggetti artistici all'interno dei singoli luoghi. Di fronte a cifre del genere, si percepisce l'entità del problema della tutela e della valorizzazione, che pu6 essere affrontato solo in modo sistematico e razionale, come aveva individuato già negli anni Settanta Giovanni Urbani, storico dell'arte e direttore dell'Istituto centrale del restauro. Il degrado, in cotanto patrimonio, è altrettanto rilevante e diffuso. Le soprintendenze non dispongono di sufficienti risorse economiche e di personale qualificato, le istituzioni locali non sempre sono illuminate e attive in tal senso, gli sponsor privati sono rari, mentre il patrimonio di cui andiamo tanto fieri - ancora solo in parte catalogato e fotografato - subisce gli effetti negativi dello spopolamento del territorio, dell'inquinamento atmosferico, del vandalismo. Molti progetti importanti, inoltre, aspettano da anni la realizzazione, come quelli che riguardano il Palazzo Reale di Monza e il Museo Egizio di! Torino, il secondo al mondo per importanza dopo quello del Cairo, ancora senza un catalogo e con un allestimento obsoleto.. Ancora, tanti luoghi, monumenti, centri storici, giacciono in uno stato di degrado o di totale abbandono. Ne citiamo qualcuno Sacro Monte dl Varallo (Novara). Uno dei più celebri santuari italiani, fondato nel Quattrocento e costruito in un secolo a 600 metri d'altezza, è costituito da 44 cappelle ornate di 600 statue e 4 mila figure, affrescate da Gaudenzio Ferrari e Tanzio da Varallo. Questo tesoro, originale e delicato (stoffe vere sulle statue di terracotta colorata), a causa di un restauro sempre interrotto, rischia di andare in rovina. Città vecchia di Ventimiglia. È praticamente un fortino in mano alla malavita la bellissima parte antica della città, arroccata su un colle, che mantiene l'impianto di castello medioevale. I turisti non osano affacciarsi, le case espongono, invano, il cartel lo "Vendesi", le chiese (risalenti anche al X secolo) vengono sistematicamente spogliate. Castello di Padova. Costruito in età comunale, l'enorme complesso è stato ampliato fino all'Ottocento. Da carcere è diventato proprietà demaniale e, pur essendo stato oggetto di qualche restauro (affreschi e zona occupata dall'Università), versa in condizioni di forte degrado: tetti rotti, anche nella chiesa annessa, pavimenti e pareti in rovina investiti dalla pioggia. Museo dell'Opera del Duomo di Orvieto. È chiuso da vent'anni. Vi sono conservati dipinti di Simone Martini, Luca Signorelli, Giovanni Lanfranco, disegni trecenteschi, statue di Lorenzo Maitani; tra le collezioni più importanti dell'Italia centrale. Necropoli di Norchia (Viterbo) Caratteristica necropoli etrusca dell'Alto Lazio, in un paesaggio affascinante, conserva notevoli tombe rupestri "a dado" e "a tempio". In proprietà privata e in attesa perenne di un piano di pulitura e valorizzazione, è completamente abbandonata. Castello di Borghetto (Civita Castellana Viterbo) Domina la via Flaminia, vicino la bella cittadina laziale. Noto da stampe del Seicento e del Settecento, è un poderoso castello, di proprietà privata, con mura articolate su un poggio. Non è mai stato indagato e sta cadendo sempre più in rovina. Reggia di Portici. Sede della facoltà di Agraria dell'Università di Napoli. Era stata costruita, nel Settecento, da re Carlo III di Borbone per accogliere i reperti che venivano alla luce da Ercolano e Pompei. Privata degli arredi, con le bacheche appese sulle pareti affrescate, mostra i danni irrimediabili che i vapori corrosivi dei suoi laboratori hanno provocato, in passato, sulle decorazioni d'epoca. Necropoli di Arpi (Foggia) La sterminata distesa di tombe daune, ricche di reperti, si estende su vari possedimenti agricoli e la notte è terra di nessuno. Basta affacciarsi sul cavalcavia e si notano le luci degli scavatori clandestini!. È' la nuova Eldorado dei tombaroli