Bresso vola in Russia: più vicino l'accordo sulla sede distaccata del museo di San Pietroburgo L'Ermitage è il più grande museo del mondo: molti pezzi delle sue collezioni non sono neppure esposti Con i suoi 22 milioni di pezzi, le collezioni devono decentrarsi per poter sopravvivere Mercedes Bresso vola a Mosca per cercare di chiudere la trattativa per portare a Torino, nel corpo centrale della Reggia di Venaria, la sede distaccata dell'Ermitage di San Pietroburgo. Nel prossimo fine settimana la presidente della regione incontrerà nella capitale russa il direttore Mikhail Piotro-vkij per illustrargli i punti di forza della candidatura torinese. Primo la «grandiosità delle Venaria reale che ricorda il palazzo dell'antica capitale dell'impero russo». Secondo: i possibili scambi tra le istituzioni museali, prime fra tutte la Fondazione del Museo Egizio. Il pacchetto predisposto dall'assessore alla Cultura, Gianni Oliva, comprende anche la palazzina di Caccia di Stupinigi e la Villa della Regina, siti che lo stesso direttore ammirerà a febbraio quando sarà a Torino per le Olimpiadi. Bresso punta proprio sull'effetto olimpico per battere le altre due concorrenti italiana, Ferrara e Verona. Mantova, infatti, si è ritirata dalla corsa. Spiega la presidente: «Torino e il Piemonte avranno sicuramente un positivo ritorno d'immagine nazionale e internazionale dai Giochi olimpici ed è per questo motivo che crediamo che l'Ermitage possa essere interessato a localizzare nella nostra città la sua sede distaccata in Italia». Il museo di San Pietroburgo con i suoi 22 milioni di pezzi catalogati sta perseguendo da anni, anche per motivi economici, la politica di decentrare le sue collezioni. Recentemente il presidente russo Vladimir Futili ha inaugurato la sede di Amsterdam. A novembre, la responsabile della sezione dedicata alla pittura veneta, Irina Artemieva, aveva visitato la palazzina di Caccia di Stupinigi spiegando che «la scelta della sede distaccata sarà frutto di una valutazione approfondita che non trascurerà il minimo aspetto utile a individuare la località più idonea». Tra le condizioni «la presenza di una Fondazione che assicuri la sede in un palazzo, un edificio storico all'altezza dell'Ermitage. Altrettanto rilevante è la tutela dei beni garantita dalla Fondazione». Spiega Oliva: «E' evidente che la nostra proposta di lanciare una fondazione delle regge sabaude può soddisfare queste richieste. La nostra idea è quella di offrire la disponibilità della palazzina di Caccia di Stupinigi, una volta restaurata, della Villa della Regina e della Reggia di Venaria». Aggiunge: «L'idea è quella di organizzare esposizioni temporanee da ospitare ogni sei mesi. In attesa di completare gli allestimenti a Venaria si potrebbe iniziare con Villa della Regina dove potrebbe essere esposta le collezioni di porcellana». Oliva, poi, si è mosso anche sul fronte degli scambi: «Ho preso contatto con il presidente della Fondazione del Museo Egizio Alain Elkann, che si è detto interessato ad un rapporto di collaborazione». In pochi mesi la Regione è riuscita a costruire una candidatura in grado di reggere la concorrenza con Verona e Ferrara. Tutto è partito con la visita del vicepresidente Gianluca Susta a San Pietroburgo alla guida di una delegazione di imprenditori di vari settori produttivi. In quella circostanza venne esposta l'installazione mul-tisensoriale della torinese Laura Tonatto che consente di sentire il profumo dei fiori e della frutta dipinti nel «Suonatore di liuto» del Caravaggio esposto all'Ermitage. Racconta Susta: «II direttore del museo, Mikhail Piotrovsky ha molto apprezzato l'originale intuizione di Laura Tonatto e poi mi ha raccontato tutte le meraviglie possibili della sede olandese del museo». Da quel colloquio è nata l'idea di esportare sotto la Mole l'esperienza di Amsterdam. Ancora Susta: «Dai primi contatti è parso chiaro che la designazione deve cadere su una città bella, ricca dal punto di vista artistico ma non in grado di offuscare seppur minimamente lo splendore dell'Ermitage per quel che riguarda l'arte figurativa. Da questo punto di vista è evidente che l'appeal di Torino è forte». Il viaggio della Bresso a Mosca, in occasione della settimana italiana dove il Piemonte è presente con uno stand, servirà a capire le possibilità di portare a Torino la sede distaccata dell'Ermitage. Se la trattativa entrerà in una fase più avanzata Oliva è pronto a volare a Mosca. Si vedrà.