Museo Man. Clamoroso successo di pubblico per la mostra sull'Impressionismo russo In due giorni 900 visitatori arrivati da tutta la Sardegna I Pubblico entusiasta, richiamato dall'esposizione di 44 capolavori arrivati dal museo di San Pietroburgo. «È una grande emozione». Bina Poreu arriva da Tissi col ricordo straordinario della sua visita al Palazzo d'Inverno. «Ci sono stata nel '64. E ora ci tengo a vedere la mostra di Nuoro». In tarda mattinata è al Man, davanti ai colori di Kandinskij, Vasiliev, Serov, Larionov. «A Sassari non ci sono occasioni. A Nuoro sì. Il motivo? Da un punto di vista culturale è più avanti. Sono molto contenta. Oltre tutto, ho potuto scoprire un artista sardo che non conoscevo come Salvatore Fancello». Il museo d'arte della Provincia è meta incessante di visitatori che giungono da tutte le parti dell'Isola. li porta qui il richiamo forte dell'Impressionismo russo, raccontato da 44 capolavori giunti dal museo statale di San Pietroburgo. Un viaggio eccezionale, ospitato al terzo piano. Al secondo, finestra sull'arte contemporanea. Al primo, la collezione permanente con le opere dei maggiori artisti sardi. Tre anime tanto diverse convivono in questi giorni al Man che fino al 26 marzo ospita il percorso nell'Impressionismo russo. Rina Porcu è accompagnata dal marito e dalla figlia Giovanna Nieddu che esterna grande entusiasmo. «Questa mostra è da vedere». Idea condivisa da visitatori che arrivano a frotte: 200 circa solo ieri mattina, 900 in due giorni, dall'inaugurazione di venerdì. E poi una pioggia di telefonate per prenotare la visita. «Siamo qui per vedere gli Impressionisti russi. Ma vogliamo trascorrere la giornata a Nuoro: nel pomeriggio visitiamo il museo del costume», dice Enzo Tomasello. Arriva da Oristano. Lui è stato all'Ermitage di San Pietroburgo, ai musei di tante città, ma non ha pensato mai a quelli sardi. Stavolta, di fronte ai capolavori russi a portata di mano, non rinuncia. «Complimenti! L'illuminazione delle opere è eccellente, i quadri sono valorizzati dalla cura delle luci», dice Francesco Usai, giunto anche lui da Oristano. «Abbiamo a disposizione opere portate da Paesi lontani. Se i lavori dei grandi artisti fossero itineranti si potrebbe dare la possibilità di vederle a chi non può spostarsi per raggiungere i grandi musei». Alle 13 stop alle visite. «Dove si può mangiare?». Gli ospiti si congedano con questa domanda, rivolta agli operatori del museo, magari dopo aver acquistato il catalogo dei capolavori in mostra. Il turismo culturale prende la strada di trattorie e ristoranti. Alle 16,30 le porte del Man si riaprono. E i visitatori sono già all'ingresso. «In Sardegna non abbiamo tante occasioni per vedere mostre di questo livello», commentano Franca Puggioni e Barbara Puggioni, sassaresi. Serena Enne è insegnante di Quarta Sant'Elena con la passione per l'arte. Arriva col marito e i due figli. «Bisogna approfittare di queste occasioni che in Sardegna sono poche». Carlo Podda e Flayiana Paddi sono reduci da visite in musei importanti, come il Metropolitan di New York e il Guggenheim. Sono entusiasti del dinamismo del Man, promosso con tanto di lode. «Questo è il più bel museo che abbiamo in Sardegna. Si riescono a vedere mostre di un certo livello. Vale la pena fare una gita da Cagliari. Siamo venuti anche negli anni scorsi per vedere le opere di Aligi Sassu e di Picasso». Chi finisce il percorso d'immagini si ferma davanti ai cataloghi: lo scaffale con i volumi in vendita si svuota in fretta. A gran richiesta tanti escono dal museo di via Satta portandosi dietro, assieme all'emozione, le immagini raccolte nella pubblicazione. «Lo regalerò a mia figlia che frequenta la quinta liceo», dice una signora di Oristano. Tanto pubblico fa ricordare altre grandi mostre del Man, come quella di Picasso, Mirò e i quattro secoli dedicati alla pittura andalusa. La domenica è giornata in cui le presenze degli ospiti surclassano quelle dei nuoresi che preferiscono visitare il Man durante la settimana. «In questo periodo così difficile dal punto di vista sociale, la mostra sull'Impressionismo russo è serena. Se l'arte contemporanea pone questioni, questa è un'esposizione da contemplare», spiega la direttrice Cristiana Coflu, artefice dei tanti successi del Man. Lei, però, non rinuncia all'arte contemporanea che ha fatto conoscere il museo nuorese tra numerosi intenditori d'oltre Tirreno. «Durante l'anno bisogna proporre cose diverse, il pubblico è vario. Per questo siamo presenti con i video, linguaggio contemporaneo, e con opere del passato che mostrano come una terra lontana come la Russia abbia fatto propria un movimento nato in Francia. Significa che chi è periferia può diventare protagonista perché mette qualcosa di suo. È un discorso che vale anche per il nostro territorio che ha forti radici culturali». «Grandi mostre come questa dice il presidente del Man Tonino Eocca servono soprattutto al grande pubblico. Il Man è noto altrove per l'arte contemporanea. Ma vogliamo farlo conoscere al territorio. Perciò organizziamo laboratori didattici: coinvolgiamo ottomila studenti l'anno». Raddoppiati i visitatori (nel '99 erano 12 mila, ora 24 mila) il Man punta all'ampliamento. Due milioni e 450 mila euro di fondi europei sono pronti per il restauro dei locali di piazza Satta. A febbraio l'appalto. Quindi, un anno di lavori per recuperare nuovi spazi espositivi, un café e un bookshop. Un modo per accogliere al meglio visitatori che ora lasciano le sale con un sorriso d'entusiasmo e di compiacimento.
I turisti dell'arte scoprono Nuoro
La mostra sull'Impressionismo russo al Museo Man di Nuoro ha avuto un grande successo di pubblico, con 900 visitatori in due giorni. I capolavori provenienti dal museo di San Pietroburgo hanno catturato l'attenzione di molti visitatori, tra cui Bina Poreu, che è arrivata da Tissi. Il museo è stato anche frequentato da visitatori che hanno scoperto nuovi artisti sardi, come Salvatore Fancello. La mostra è stata promossa con grande entusiasmo, con 200 visitatori il giorno precedente all'inaugurazione. I visitatori hanno apprezzato l'illuminazione delle opere e la cura delle luci.
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