MESSINA - Un solo slogan, "No Ponte, no Tav" e manifestazioni parallele a Messina ed a Susa per bloccare la realizzazione del Ponte sullo Stretto e dell'alta velocità ferroviaria transalpina. Ma ciò non toglie che la "macchina" continui a girare. Oggi la Società Gruppo Ponte aggiudica la gara per il monitoraggio dell'impatto ambientale del valore di 40 milioni di euro. Dalla Sicilia e dalla Calabria hanno dunque risposto in oltre 10 mila all'appello di "ReteNoPonte", saldandosi agli ambientalisti piemontesi, giunti a Messina in 400 dalla Val di Susa. Una protesta che attraversa i partiti, che vede su uno stesso fronte di oppostone al ponte anche frange di An e di Forza Italia. Così come frange di Cgil sono favorevoli. Ma questa trasversalità non è stata gradita da tutti, Francesco Rizzo, consigliere comunale di An a Messina, è stato prima stordito da un bengala e poi picchiato quando la manifestazione si era già conclusa. Autori dell'impresa, secondo la Digos, alcuni no-global calabresi. «Mi sono ritrovato - racconta Rizzo - a terra in uno stato di semi-incoscienza. Fortunatamente sono stato soccorso dai miei amici e da altra gente, ma nonostante l'arrivo della polizia il pestaggio è continuato». L'aggressione è stata condannata da "ReteNoPonte" e dallo Sdi, Rizzo ha ricevuto testimonianze di solidarietà dai dirigenti nazionali di An. In precedenza la manifestazione si era svolta senza problemi. Il variopinto corteo aveva attraversato la città e si era sciolto in piazza Municipio, dopo gli interventi di Francantonio Genovese e Rocco Cassone, sindaci di Messina e di Villa San Giovanni, ambedue della Margherita.