Giuliano Urbani corne Ugo Longo. Oggi, festa dei lavoratori, il ministro per i Beni Culturali squaderna i musei del Bel Paese al prezzo popolare di un euro uno a ingresso. Così come, una mandata di giorni fa, in occasione di Lazio-Porto di Coppa Uefa, il presidente della indebitata Lazio ha chiamato a raccolta le donne e gli under 16 biancolesti aprendo per loro i cancelli dell'Olimpico alla stessa simbolica cifra. Non è la prima volta che, in occasione del Primo Maggio, basta una moneta per bearsi della canoviana Paolina Borghese o dei Bronzi di Riace. Ma chissà, Urbani s'è anche spaventato del calo di visitatori in questa strana primavera sotto l'incubo Sars (-12 per cento perfino dalla «gallina dalle uova d'oro» Firenze, dopo il ponte di Pasqua). O forse non è rimasto insensibile al grido di dolore che negli stessi giorni ha levato il patito dell'arte che con la famigliola ha dovuto sborsare più di trenta euro per ammirare la mostra più in voga. Panem et circenses, nutriteci come gli antichi romani di diletti. Contro il caro-euro, almeno una volta l'anno.