Possiamo metterla così? Una giovane e solare creatura, antiquaria di professione - collezionista, in proprio, e titolare di un sorprendente museo ottonovecentesco, in via del Babuino, il Canova-Tadolini (da lei salvato dalla dispersione)- vola ora al soccorso di Italia Nostra, Come ormai è noto, la storica Associazione di cittadini che da oltre mezzo secolo vigila sulla tutela del patrimonio culturale del Paese, s'era ritrovata improvvisamente in gravi ed insospettabili difficoltà finanziarie. Ma con una delibera approvata nei giorni scorsi, «senza alcun voto contrario», il Consiglio Direttivo Nazionale ha confermato il suo appoggio al Presidente Carlo Ripa di Meana, nella stipula del «preliminare di vendita del Villino Astaldi, sede dell'Associazione, alla nota Casa Antiquaria Benucci, di Roma». E la Casa Antiquaria Benucci è lei, Ida. Esuberante, bionda, vitale, ma nient'affatto "salottiera" come si potrebbe pensare. Per il buon motivo che due strabilianti salotti romani, entrambi nel cuore del Babuino, sono isuoi: la Galleria Antiquaria, dove si mescolano i grandi tavoli settecenteschi della Biblioteca di Palazzo Massimo alle sculture-lampada (piccoli volti di vetro viola) , agli, arazzi francesi, ai pittori fiamminghi: ed il Museo Canova-Tadolini, dove, tra una foresta di marmi e gessi, si può scoprire - è aperto al pubblico, anche con una squisita caffetteria - uno dei bozzetti eseguiti dal Canova per attingere alla perfezione dei piccoli seni nudi dì. Paolina Bonaparte, che doveva ritrarre come Venere. E se tutto andrà secondo i progetti, gli interessi, e, perché no? anche gli ideali in larga misura convergenti di entrambi i partner della trattativa, Ida ne avrà presto un terzo, di salotti-museo: il Villino Astaldi. Opera novecentesca di pregio, l'edificio di via Porpora, un po'liberty, un po'neogotico, e forse, nel gusto di oggi anche un po' fantasy (basta il nome assegnatogli dal primo proprietario, Villino Rosamunda), nel 1954 fu modernizzato con la costruzione dell'atticostudio realizzato per la nuova proprietario, Maria Luisa Astaldi, da «uno dei maestri dell'architettura contemporanea in Italia», e cioè Mario Ridolfi. Nel 1982 l'edificio, secondo le volontà testamentarie della proprietario, passò ad Italia Nostra. Con il voto del Consiglio Direttivo Nazionale, l'Associazione ha avviato il meccanismo di prelazione per il quale sia lo Stato (Soprintendenza dei Beni Architettonici), sia gli Enti Locali - Comune, Provincia e Regione - possono procedere, entro 6040giorni, all'acquisto di un immobile vincolato, com'è il Villino Astaldi, offrendo a chi lo vende l'identica somma offerta dall'acquirente privato.In questo caso: 12.850.000Euro. «1 restauri non mi hanno mai spaventata». Lo afferma questa bella donna di origine aretina, accennandomi alla ristrutturazione, fatta a sue spese e con la sua direzione, dei locali che furono del Collegio dei Greci, e che sono diventati la sua immensa Gallerìa di proprietà della adiacente chiesa cattolica dì rito greco, S. Anastasio. «E una volta restaurato il Villino di vìa Porpora, vorrei fame....con l'aiuto di tanti amici artisti e letterati e dei collezionisti e clienti collezionisti, anche stranieri...un luogo di eventi culturali internazionali. Italia Nostra potrà continuare ad usarne ì locali per alcuni dei suoi incontri, e sarò felice di ospitarli anche qui al Canova-Tadolini. Venga che le faccio vedere le stanzette in cima alle scale, in cui viveva l'ultima erede dì cinque generazioni dì scultori...». Enumera: «Adamo, Giulio, Scipione, Carlo ed Enrico Tadolìnì...La figlia dì Enrico, Gìuseppìna, non si sposò mai per custodire le opere dei suoi avi, tutti scultori, a partire da Adamo a cui fu affidato questo studio dal Canova. Perché il patrimonio d'arte non andasse disperso - io- come vicina dì casa, ero ammessa a visitarlo - ho dovuto comprare in blocco le 500 opere ...E ne sono stata felìce !».