UN nuovo allestimento delle sale dedicate ai siti archeologici di San Giovenale e dell'Acquarossa nel Museo Etrusco alla Rocca Albornoz, che presenta, per la prima volta al pubblico, i materiali provenienti dagli scavi dell'abitato della località vicino Blera. Realizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e dall'Istituto Svedese di Studi Classici di Roma e patrocinata dal Comune di Viterbo, assessorato alla Cultura, la mostra si è aperta ufficialmente ieri mattina alla presenza del sindaco Giancarlo Gabbianelli, dell'assessore Paolo Muroni, della soprintendente Valeria D'Atri e con l'intervento dell'ambasciatore svedese Staffan Wrigstad, di Barbro Santillo Frizell, direttore dell'Istituto Svedese di Studi Classici di Roma e di Henrik Svenunsson, vescovo di Stoccolma e presidente dell'associazione «Amici dell'Istituto Svedese» (foto Guerrini). La presenza di questi illustri esponenti scandinavi è data dal fatto che la scuola straniera si fece promotrice di campagne di scavo su alcuni siti dell'Etruria meridionale; a San Giovenale prima e successivamente all'Acquarossa, le ricerche pluriennali degli archeologi svedesi rivelarono aspetti della civiltà etrusca sino ad allora sconosciuti, come i resti degli abitati dove questo antico popolo viveva e svolgeva le abituali attività: le case, i depositi, le mura, le strade e tutto quanto presente in un insediamento umano del VII-VI secolo a.C.