La Soprintendenza regionale ai beni culturali ha espresso parere favorevole al restauro del castello imperiale, opera per cui l'amministrazione comunale ha deciso di investire un milione e 440mila euro dei fondi ottenuti dalla ripartizione dei 50 milioni di euro del Pit 10 in dotazione alla Comunità montana dei monti dauni meridionali. «Il nulla osta della soprintendenza è un passaggio importante per la realizzazione del progetto di recupero, in quanto il nostro castello è sottoposto a vincolo quale bene di rilevanza culturale», secondo il sindaco Nicola Cristiano. Il castello santagatese, che per la sua posizione strategica fu inserito dall'Imperatore Federico II tra le fortezze di primaria importanza ai fini militari, è stato acquistato dall'amministrazione comunale nell'anno 2000. Migliaia di turisti da allora lo hanno potuto visitare, anche se limitatamente ad alcuni locali soltanto, proprio perché gran parte della struttura necessitava di importanti interventi di restauro. Interventi che verranno appunto realizzati con i fondi dei Por (programmi operativi regionali) della Puglia che permetteranno così la fruizione pubblica dell'intera, importante struttura storica. L'amministrazione comunale appronterà la progettazione attuativa del restauro già la prossima settimana, per essere sottoposta all'approvazione della giunta della Comunità montana che dovrà, di fatti, liquidare i finanziamenti del PIT (Programmi Integrati Territoriali) Subappennino. Subito dopo saranno avviate le procedure di affidamento dei lavori. Con i 1.240.000 euro delle prime due misure si provvederà al consolidamento strutturale della Rocca, partendo dalle sue fondazioni per arrivare a tutte le strutture verticali, ai muri, con le facciate esterne e interne che verranno tutte restaurate e consolidate. Un altro intervento di restauro riguarderà la parte superiore del tetto, con la riattivazione del ?camminamento di ronda? che permetterà, una volta completati i lavori di ristrutturazione, di poter percorrere il castello lungo tutto il suo perimetro, con la possibilità di sostare anche sulle quattro torri delle quali oggi una sola, quella Est, è visitabile. Con gli altri 200mila si procederà al restauro delle aree a verde della struttura, come i giardini del castello. Per i rilevanti requisiti turistici di Sant'Agata di Puglia, e per la forte azione strategica che l'amministrazione comunale ha messo in campo proprio in materia di turismo, a conferma della sua naturale vocazione in questo settore, nell'ambito del Pit, sono stati stanziati anche 450mila euro che serviranno ad allestire proprio nel castello imperiale la dimora centrale del Sistema del Get Local ( Sistema di sviluppo e promozione turistica del Subappennino Dauno) che rappresenterà il nodo centrale per lo sviluppo e la promozione del turismo nell'intero territorio. «Tale sede centrale, infatti, avrà l'importante e oneroso compito di far decollare il subappennino da un punto di vista turistico anche attraverso il coordinamento degli uffici periferici coincidenti con gli altri 15 comuni appartenenti alla Comunità montana. Un intervento, questo - sottolinea il sindaco - che giunge quasi come un premio per Sant'Agata, paese insignito del marchio di qualità turistico-ambientale «Bandiera arancione», all'amministrazione comunale, per l'impegno profuso nella valorizzazione del territorio, e al castello imperiale stesso, quale monumentale testimonianza di storia e bellezza». Antonio Blasotta
SANT'AGATA DI PUGLIA. La soprintendenza dice sì al restauro del castello
La Soprintendenza regionale ai beni culturali ha espresso parere favorevole al restauro del castello imperiale di Sant'Agata di Puglia. L'amministrazione comunale ha deciso di investire 1.440.000 euro dei fondi del PIT 10 per il progetto di recupero. Il castello, acquistato dall'amministrazione comunale nel 2000, necessitava di importanti interventi di restauro. I fondi permetteranno di consolidare la struttura, restaurare le facciate esterne e interne, riattivare il camminamento di ronda e allestire la dimora centrale del Sistema del Get Local. La Comunità montana dei monti dauni meridionali dovrà liquidare i finanziamenti del PIT Subappennino.
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