Con mirabile tempismo, proprio in occasione del quattrocentesimo anniversario della nascita di Rembrandt, e alla vigilia dell'inaugurazione di una grande mostra che si aprirà a Copenhagen il 4 febbraio, due quadri del grande pittore olandese sono emersi dall'ombra dei depositi del Museo Nazionale d Arte danese in cui erano stati confinati per decenni, perché considerati semplici copie. Le due opere, Il crociato e Studio di un vecchio di profilo, furono rinvenute alla fine dell'Ottocento negli scantinati del castello di Fredensborg. e portate all'interno del museo nazionale danese con la convinzione che si trattasse di quadri di mano del maestro olandese. Nel dopoguerra, però, le stime internazionali portarono a rivedere l'autenticità delle oltre settecento opere che a quel tempo venivano attribuite a Rembrandt. La conclusione a cui si arrivò nel corso degli anni fu che Rembrandt avesse lavorato di propria mano soltanto a circa trecento di queste opere. In questo modo anche i quadri custoditi presso il Museo Nazionale d Arte danese vennero man mano dichiarati falsi. Ma nel 2003 la direttrice della raccolta, Allis Helleland, ha promosso una nuova ricerca realizzata in collaborazione con il celebre Rembrandt Research Project olandese, il cui direttore, Ernst van de Wetering, è considerato la massima autorità in questo campo. Fu proprio lui del resto, nel 1969, a dichiarare falso Il vecchio di profilo. «In seguito - ha dichiarato il professore al quotidiano danese Politichen - abbiamo riveduto questa opinione e abbiamo verificato l'autenticità dei due quadri». Per Il crociato ad esempio si è potuto accertare che è stato realizzato contemporaneamente a un altro quadro originale di Rembrandt, Il cavaliere col falco, custodito nel museo svedese di Goteborg. Le attuali tecnologie sono state in grado di rivelare anche che i due quadri sono stati dipinti su due pezzi tagliati da una stessa tela e che sono stati realizzati nello stesso atelier.