È previsto da un emendamento al dl sulla p.a. lunedì in aula alla camera. Un mega condono sugli appalti fuori legge per la realizzazione dei porti turistici. Il governo ci riproverà lunedì in aula alla camera, con un emendamento al decreto legge sulla p.a. (n. 62004), a evitare che il prossimo esecutivo possa assegnare a società diverse da quelle già scelte la concessione demaniale per la realizzazione delle strutture portuali. Concessioni assegnate senza gara a evidenza pubblica, ossia in violazione della normativa europea sulla libera concorrenza, e che la Corte dei conti si è rifiutata di vidimare. Di fatto bloccando l'operatività delle concessioni. E costringendo così il governo a correre ai ripari, con una norma di fine legislatura al dl sulla p.a., in votazione la prossima settimana alla camera, per stabilire che la libera concorrenza va bene, le gare pubbliche pure. Ma solo a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge in questione. Quello che è stato fatto prima, anche se contrario alla normativa europea, è sanato. In ballo ci sono tutti i nascituri porti turistici italiani, la rete di infrastrutture e servizi specializzati per la nautica da diporto su cui punta il governo per il rilancio dello sviluppo di alcune realtà territoriali, in particolare nel Mezzogiorno. Sono 17 solo quelli che dovrebbe realizzare Italia Navigando, costola di Sviluppo Italia, la spa a totale partecipazione pubblica. Bloccati dalla magistratura di controllo perché la concessione demaniale, della durata di cinquant'anni, è stata assegnata senza evidenza pubblica, ma in base alla precedente normativa (decreto n. 5091997). L'emendamento messo a punto dal ministero delle infrastrutture è stato giudicato inammissibile dalla commissione affari costituzionali di Montecitorio. Perché ritenuto estraneo alla materia del decreto legge. Una tesi non condivisa dal governo, poiché si tratterebbe di disciplinare, ha argomentato, la decorrenza delle nuove procedure amministrative di assegnazione delle concessioni, uniformandole alle direttive europee. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il rilascio delle concessioni demaniali per la realizzazione dei porti turistici, nelle aree escluse dal conferimento di funzioni a favore delle regioni in materia di demanio marittimo e di mare territoriale, è soggetto all'obbligo della gara a evidenza pubblica', precisa il comma 1, dell'articolo 34 bis proposto dal governo. Che poi al comma 3 precisa: Rimangono ferme le previgenti disposizioni... per i procedimenti in relazione ai quali siano già stati rilasciati provvedimenti ai sensi dell'articolo 38 del codice della navigazione ovvero per i procedimenti che risultino in corso alla data di entrata in vigore della presente legge'. Nella relazione tecnica allegata al testo, l'esecutivo sottolinea che se la norma dovesse saltate le capitanerie di porto competenti dovrebbero, in forza della statuizione della Corte dei conti, annullare tutti i procedimenti già avviati'. Facendone ripartire l'iter in ottemperanza ai principi comunitari. Potrebbe risputare in aula anche l'emendamento al dl p.a. con il quale il governo investe 33 milioni di euro per realizzare un impianto nucleare sperimentale. Anch'esso giudicato inammissibile dalla commissione affari costituzionali, autorizza un contributo quindicennale di 33 milioni di euro a favore dell'Enea a decorrere dall'anno 2008 per gli oneri relativi al contratto di appalto per la realizzazione dell'impianto prototipico nucleare (Pec) per le prove su elementi di combustibile