UN «NO» all'adesione alla Quadrilatero arriva dal Presidente della Regione Umbria, la diessina Maria Rita Lorenzetti, donna dal carattere forte e dalla parola diretta: «La nostra decisione non nasce da una pregiudiziale ideologica. Quando è arrivato il governo Berlusconi, e si è presentato Baldassarri con questo progetto abbiamo detto: vediamo di cosa si tratta. Abbiamo chiesto, come attesta la fitta corrispondenza con la Quadrilatero: garanzie sull'affidabilità del montaggio finanziario, sull'assetto e sulla gestione della società, che fosse lo Stato garante del debito che i comuni si sarebbero dovuti accollare e non la Quadrilatero, che le aree inserite nelPAV(piano di area vasta) fossero quelle già indicate nei piani regolatori e non rispondessero a necessità diverse. Lo faremo, lo faremotante promesse e niente fatti. Quindi non entriamo nella Quadrilatero ma continueremo a batterci per avere i due assi viari, SS76 e SS77». Ma i cantieri partiranno amarzo, assicura il Presidente della Quadrilatero, Pieralisi «Ad inaugurare si fa presto ma per fare le strade ci vogliono i soldi, inizieranno, poi le lasceranno incompiute. Risultato? Niente strade e territorio devastato» è la risposta della Lorenzetti che di opere pubbliche se ne intende anche per essere stata Presidente della commissione competente della Camera dei Deputati. Un «no» condiviso dai due parlamentari umbri. «La Quadrilatero non offre, ma presume di offrire un meccanismo di finanziamento. Noi siamo interessati a che si facciano le strademanon con uno strumento che è piovuto da qualche cilindro magico », dice l'on. Marina Sereni dell'organizzazione della segreteria nazionale dei Ds. Strumento che il senatore Paolo Brutti, capogruppo Ds in commissione lavori pubblici, definisce «estremamente pericoloso e azzardato. Noi siamo favorevoli alla realizzazione dell'operama non entriamo in una società che mette in campo politiche di sviluppo senza rispondere a nessuno. Altro non è che una forzatura politica alla vigilia di una scadenza elettorale particolarmente significativa ». Opinione condivisa anche da Fabrizio Bracco,segretario regionale dell'Umbria che respinge quello che è «uno dei punti fondanti dell'accordo alla base del "progetto pilota" chiamato Quadrilatero: la "cattura di valore" che non può andare in contrasto con i piani regolatori e le eventuali garanzie non possono essere a carico dei comuni ». E i «no» sono anche marchigiani, come quello espresso dalla Giunta della Provincia di Ancona per bocca del suo Presidente, il diessino Enzo Giancarli: «Le strade le devono fare l'Anas e le istituzioni locali, il resto non ci interessa ». Posizione condivisa da un'altra Provincia, quella di Ascoli Piceno, presieduta da Massimo Rossi di Rifondazione Comunista, che quando si è visto arrivare dalla Quadrilatero, la lettera di convocazione per la Conferenza dei Servizi ha esclamato: «E chi è la Quadrilatero? ». Nelle Marche, dopo il silenzio che vede ancora scandalosamente protagonista il tg Rai, stanno nascendo molte iniziative pubbliche e Slvana Amati, segretaria della federazione provincia di Ancona, membro della direzione nazionale dei Ds, ha invitato i segretari di sezione a rileggere con attenzione l'articolo pubblicato da l'Unità dal titolo L'imbroglio della Quadrilatero. Bersani: il Governo ci ripensi.
GRANDI OPERE: Quadrilatero. Umbria e Marche: no alla Quadrilatero s.p.a.
Il Presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, ha espresso un no all'adesione alla Quadrilatero, un progetto di finanziamento per le opere pubbliche. La Lorenzetti ha richiesto garanzie sull'affidabilità del montaggio finanziario e sulla gestione della società, e ha affermato che la Quadrilatero non offre garanzie sufficienti. La Quadrilatero, invece, afferma di offrire un meccanismo di finanziamento. I parlamentari umbri hanno condiviso la posizione della Lorenzetti. L'organizzazione della segreteria nazionale dei Ds ha definito il progetto estremamente pericoloso e azzardato.
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