I ds criticano la società privata, ma con capitale pubblico, ideata dal sottosegretario Baldassarri per collegare Marche e Umbria «CARO BALDASSARRI, CARO GOVERNO, venite qui con i soldi veri e con un progetto condiviso dopodiché si vedrà. Non mi risulta, che in bilancio siano stati messi gli oltre 4mila miliardi delle vecchie lire che occorrono per la realizzazione del "progetto pilota", frutto della finanza creativa». Parole chiare quelle che Pierluigi Bersani, ex ministro dell'Industria e uomo di punta dei Ds, usa per bocciare la Quadrilatero, società privata con capitale pubblico "ideata" dal viceministro dell'Economia di An, Baldassarri per collegare, con due assi paralleli, le Marche all'Umbria. «Una simile opera - continua - è realizzabile solo di fronte a due condizioni: che lo Stato attivi un meccanismo attuale di bilancio, non posticipato, per garantire la finanziabilità e che gli Enti Locali conservino la loro padronanza sulle decisioni che riguardano il territorio. Il resto è pura fantasia». Poi sui 7miliardi di lire pagati in un anno dalla Quadrilatero per le consulenze, Bersani si limita ad un ironico «Diciamo che mi appaiono notevoli... ». Secondo Vincenzo Visco, altro ex ministro (ma delle Finanze), «questa è un'operazione di finanza e politica, ma il project-financing può avere un senso se si fonda su entrate certe (come nel caso di pedaggi) ma non, come nel caso della Quadrilatero, su valorizzazioni preventive di aree in assenza di risorse per realizzare ciò che dovrebbe valorizzarle. Un tale congegno che si fonda su una parte di finanziamento dello Stato e una parte di cartolarizzazione di imposte future, è illegittimo ». «Il problema - aggiunge il deputato dei Ds - non è essere contro le strade ma avere certezze finanziarie per realizzarle.Un'operazione che non ha sostenibilità finanziaria ha tutta l'aria di essere un imbroglio e la via d'uscita è semplice: contrastarla fortemente. Se le Regioni mettono soldi (le Marche circa due miliardi di vecchie lire, ndr) diventano soci di minoranza, cioè responsabili di un probabile fallimento dell'operazione». Visco, poi, rivela un curioso aneddoto: «Il giorno della conferenza stampa per la presentazione della Quadrilatero, il presidente Cossiga si rivolse al ministro Pietro Lunardi e al viceministro Mario Baldassarri chiamandoli per nome: "Pietro e Mario, vi siete procurati due buoni penalisti?", "Perché"? risposero. "Perché mettere insieme imprenditori, amministratori pubblici e politici è già reato... Ci sono gli estremi per l'associazione a delinquere"... ». Alla vigilia della convocazione da parte della Quadrilatero della conferenza dei servizi, sono molte le interrogazioni parlamentari di deputati e senatori del centro-sinistra di Marche e Umbria, tutte seguite dal silenzio di Lunardi, Ministro che oggi, vede l'azienda di famiglia al centro di un'inchiesta avviata dall'antitrust. Il silenzio, invece, è stato rotto ieri dal presidente dell'Anas, Vincenzo Pozzi che, alla domanda su che cosa accadrà di fronte a tanto sperpero di denaro pubblico (spese di consulenze della Quadrilatero), risponde: «Di certo la società si riunirà per prendere delle decisioni - spiega -, essendo una spa ha gestione autonoma e poteri propri e non è soggetta al controllo della Corte dei Conti», l'esatto contrario di ciò che ha sostenuto pubblicamente il presidente della Quadrilatero,Gennaro Pieralisi, dimenticando però che l'Anas, azionista di maggioranza, approva il bilancio della Quadrilatero e, quindi, l'operato dei suoi amministratori. E le assunzioni dei figli dei direttori centrali fatte dall'Anas e "distratte" alla Quadrilatero? «L'Anas si è data un codice etico e da 4 anni lavoro per farlo rispettare» risponde Pozzi.Ma è evidente che non c'è ancora riuscito. Gli articoli de l'Unità sulla Quadrilatero nelle Marche, hanno ridato voce alle forti preoccupazioni di cittadini e parlamentari dell'Unione. «È una polpetta avvelenata per gli Enti Locali», dice Marco Lion dei Verdi. «È un grande imbroglio politico istituzionale affaristico a cui dobbiamo opporci per evitare che le Marche vengano governate da privati», afferma Renato Galeazzi (Ds). «L'operazione non è trasparente ed è senza garanzie amministrative e contabili» sostiene Marisa Abbondanzieri (Ds), della commissione ambiente e lavori pubblici della Camera. La prodiana Marina Magistrelli spiega: «Le Marche hanno bisogno di infrastrutture ma per realizzarle occorre finanziabilità e trasparenza». E Luigi Giacco (Ds): «È il contrario del projet-financing: qui il progetto è privato e costosissimo e i soldi sono tutti pubblici». Mentre per il ds Eugenio Duca «è una sovrastruttura costosa che danneggia il territorio e una mangiatoia del centro-destra ». Pietro Gasperoni (Ds): «Baldassarri ha tentato invano la conquista della Regione ed ora ci riprova con la Quadrilatero... ». Conclude Valerio Calzolaio (Ds): «Le infrastrutture verso gli Appennini vanno completate in fretta, una ad una senza consulenze private e connessioni con gli affari: è bene che i sindaci non partecipino alla conferenza dei servizi».
GRANDI OPERE L'imbroglio della Quadrilatero. Bersani: il governo ci ripensi
Il sottosegretario Baldassarri ha ideato un progetto per collegare le Marche e l'Umbria con un'azienda privata, la Quadrilatero, con capitale pubblico. I critici, tra cui Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco, hanno criticato il progetto, affermando che non ha sostenibilità finanziaria e che gli Enti Locali non sono coinvolti nella decisione. Bersani ha anche criticato le spese di consulenze della Quadrilatero, che sono state pagate con denaro pubblico. Il presidente dell'Anas, Vincenzo Pozzi, ha affermato che la società ha gestione autonoma e poteri propri, ma non ha risposto alle critiche sulla mancanza di trasparenza e garanzie amministrative.
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