An, Forza Italia e quell'affare chiamato «Quadrilatero» Questa è la storia della «Quadrilatero » uscita dal cilindro berlusconiano, una società ideata dal viceministro dell'Economia di An, Mario Baldassarri, per collegare con due assi paralleli le Marche all'Umbria: costo 4mila miliardi e 500 milioni delle vecchie lire. La Quadrilatero spa ha come Presidente l'industriale iesino Gennaro Pieralisi, come vicepresidente Ermanno Pupo (direttore di Confindustria Marche, ex consigliere regionale delle Marche di Fi), come direttore generale l'architetto maceratese Fabrizio Romozzi - consulente di Baldassarri - e come amministratore delegato Mario Costantini, attuale coordinatore dei sistemi informativi dell'Anas. C apitale pubblico per il 51 dell'Anas e per il 49 di Sviluppo Italia. Nasce nel 2002, approvata dal Cipe, il cui coordinatore è il viceministro Baldassarri. I padroni, Anas e Sviluppo Italia, mettono il capitale che però non è sufficiente per realizzare le opere per cui è nata, e così viene finanziata dal Cipe con un contributo di poco più di 1 miliardo di euro, pari alla metà del valore complessivo dell'opera, 2,3 miliardi di euro. Le opere da realizzare sono due maxilotti: la SS77 asse Foligno- Civitanova Marche, e l'asse Perugia-Ancona, SS76 oltre a due collegamenti trasversali che vanno a comporre una sorta, appunto, di quadrilatero. Sulla base dell'esigenza, semplice, di riqualificare e completare strade è stata costruita una complessa architettura. Che bisogno c'era di progettare due strade che corrono parallele a distanza di soli 60 chilometri l'una dall'altra? - si chiedono i parlamentari dell'Unione - , visto che i finanziamenti disponibili erano sufficienti per realizzarne una sola come dimostrano i numeri? Il primo bando di gara per la realizzazione della SS77, già aggiudicato, è di 1 miliardo e 174milioni, dei quali sono stati finanziati solo 444milioni e 175mila, cioè solo il 37,8. E nel bando è stata inserita una clausola che recita: l'impresa aggiudicatrice non potrà avvalersi - per i soldi che mancano - sul soggetto appaltante, cioè sulla Quadrilatero. Come dire che se la parte non finanziata non verrà «coperta» l'impresa lascerà le strade a metà dell'opera. La seconda gara, ancora da aggiudicare è per la realizzazione della SS76, opera ritenuta fondamentale per collegare la costa Adriatica a Perugia ridando così vigore al porto di Ancona. Costo, 716milioni di euro di cui finanziati 456milioni e 391mila, pari al 63,6. Il contributo totale a fondo perduto dato dal Cipe , cioè dallo Stato, coordinato da Baldassarri (candidato alla camera dei deputati, non eletto, alle politiche del 2001 nel collegio n.4 di Macerata, interessato dall'infrastruttura Quadrilatero) copre il 50 della somma necessaria con l'impegno verbale che si arriverà all'80. Contributo che la Quadrilatero deve utilizzare per bandire le gare e per pagare gli stati di avanzamento del Contraente generale. La domanda che sollevano a gran voce i diessini, la margherita, ad eccezione di qualcuno: chi pagherà la differenza tra la somma finanziata e quella che occorre? I comuni e le province attraverso l'Ici, cioè trovando risorse che derivano dagli investimenti locali, già sapendo che verosimilmente le aree non si realizzeranno mai. Siamo entrati nel fantastico mondo della finanza creativa che tradotto vuol dire: creare un debito di cui risponderà lo Stato. In cui la cifra restante sarà finanziata con i proventi dell'Ici dei Comuni interessati dalle strade. Che vuol dire che il residuo 37, pari all'incirca a 1200 miliardi delle vecchie lire, proverrà dal Piano di Area Vasta (PAV) che coinvolge 58 comuni sul territorio attraverso i cosiddetti ricavi da cattura del valore. Il che comporta un complicato ed oneroso impegno dei comuni e delle camere di commercio, ergo dei cittadini, attraverso l'Ici e delle piccole imprese (già colpite dalla crisi) dei commercianti, degli artigiani e degli agricoltori per la maggiorazione del 20 della tassa di iscrizione. Il tutto sarà amministrato dalla Quadrilatero, società di diritto privato con capitale pubblico proveniente in parte dallo Stato e in parte dalle Regioni Marche e Umbria ma presieduta da privati schierati casualmente con il centro-destra che non rischiano nulla ma guadagnano con le consulenze da favola come racconteremo domani. La Quadrilatero dice alle amministrazioni comunali e provinciali frontalieri: le strade vi porterà un incremento di valore per le opere che realizzeremo (strutture alberghiere e fieristiche, industrie, capannoni, piattoforme logistiche, etc) per un totale di 11 milioni di metri cubi. Incremento calcolato sulla base di ipotesi e di impegni a versare l'Ici subito sottoscrivendo un impegno per 20 anni. Poi la Quadrilatero con questo impegno va alla Banca delle Marche, che ha già vinto la gara per la tesoreria della Quadrilatero spa, e chiede di avere subito tutti i soldi, cioè 600 milioni di euro. La Banca delle Marche eroga il finanziamento caricando gli enormi interessi alla Quadrilatero, cioè allo Stato, fa la cartolarizzazione che i comuni pagheranno con l'Ici. (Non stupisce che la Banca delle Marche per bocca del suo presidente Perini dichiari al Messaggero Marche: Si tratta di un progetto importante per il territorio perché lo sviluppo passa sulle strade. Le polemiche politiche non mi interessano considerato il grande affare che farà per cartolarizzare i presunti introiti futuri con la garanzia dello Stato) Ma se le strutture previste non verranno costruite, cosa alquanto probabile? I comuni continueranno a pagare comunque l'Ici per 20 anni così come da accordo con la Quadrilatero. A ciò, come spiega l'ingegnere Ivan Cicconi - ex braccio destro del Ministro dei lavori pubblici Nerio Nesi, direttore di Nuova Quasco, società di ricerca e sviluppo nel settore dei lavori pubblici - va aggiunto il significato dirompente del PAV nei confronti della pianificazione urbanistica e territoriale degli enti locali del ribaltamento dei ruoli tra amministrazioni pubbliche, garanti dell'interesse comune che verranno esautorate dalla loro podestà pianificatoria di cui si appropria una società di diritto privato che gestisce risorse pubbliche dirette e indirette. Allora quale vantaggio possono trarre i territori di Marche e Umbria dall'accollarsi debiti certi per il futuro in cambio di ciò che vedranno realizzato tra 50 anni o mai? Occorre fare in fretta, le elezioni politiche sono alle porte, se vincerà il centro-sinistra il giocattolo verrà dato alle fiamme, per questo il 25 gennaio è stata convocata dalla Quadrilatero la conferenza dei servizi che a maggioranza deciderà l'approvazione di un progetto che impegnerà i comuni a delegare alla Quadrilatero i poteri espropriativi delle aree e a pagare quanto manca per dare il via alla magia equivalente al 37 del valore complessivo, all'incirca 1200 miliardi di vecchie lire. Questo accadrà a maggioranza nonostante vi siano province come quella di Ancona che hanno detto no. Il centro-sinistra dice sì alle strade, no alla Quadrilatero che vuol dire no alla finanza creativa figlia di questo Governo perché non vuole che le future generazioni si indebitino per cinquant'anni.